«Un messaggio devastante»

VENEZIA. Quando ha letto il testo approvato, non voleva crederci. Tiziano Tempesta, 57 anni, ordinario di Estimo territoriale e ambientale all’Università di Padova, è sconfortato. Domani pomeriggio...

VENEZIA. Quando ha letto il testo approvato, non voleva crederci. Tiziano Tempesta, 57 anni, ordinario di Estimo territoriale e ambientale all’Università di Padova, è sconfortato. Domani pomeriggio (ore 17, palazzo Bomben a Treviso) sarà ospite di Fondazione Benetton per parlare di «Paesaggi in trasformazione», con Gabriella Bonini, Massimo Quaini e Marco Tamaro.

Professore, cosa pensa di questa legge?

«Sono sconcertato, è aberrante: si è passati dalla finanza creativa all’urbanistica creativa».

In Regione dicono che serve per il rilancio dell’edilizia.

«Chi l’ha scritta dimostri che l’ampliamento di una casa esistente è il motore dell’economia. Da noi il settore edilizio è ancora notevolmente sovradimensionato: siamo reduci dalla bolla speculativa. L’anomalia era prima, ora bisogna favorire un ritorno morbido alla normalità».

Il Veneto non ha bisogno di nuove case?

«Il 60% dei veneti vive in case singole, la media italiana è del 43%. Il 65% in abitazioni sotto utilizzate, la media nazionale è del 54%. Siamo la seconda regione più cementificata d’Italia, abbiamo più case e capannoni di quanti ce ne servano. Serve altro?»

Cosa la preoccupa di più?

«Il messaggio devastante, di continuità con l’assetto esistente. Nel Veneto una casa su quattro è in zona agricola: invece di puntare all’addensamento si concedono cubature sulle cubature esistenti».

Perché va fermata?

«Perché rischiamo di trovarci una richiesta di demolizione e ricostruzione di una villa veneta».

Chi l’ha voluta?

«É frutto delle pressioni dei costruttori e degli interessi molto forti che ruotano nell’edilizia».

A cosa bisogna puntare?

«Il futuro del Veneto è nell’industria di qualità e nel turismo. Guardiamoci attorno: non abbiamo costruito abbastanza? C’è bisogno ancora di case? Per chi?» (d.f.)

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