Valdastico, Zaia da Lupi
VENEZIA. Vertice decisivo, oggi a Roma, per il futuro della Valdastico Nord e, di conseguenza, per la proroga al 2026 della concessione ad Autostrada Brescia-Padova. Al ministero dei Trasporti, il titolare del dicastero, Maurizio Lupi, e i presidenti della Regione del Veneto, Luca Zaia, e della Provincia di Trento, Alberto Pacher, si confronteranno sulle soluzioni percorribili per arrivare a un via libera da parte di Trento. Il progetto dell’opera, per il tratto veneto, ha già ottenuto l’ok del Cipe. Manca, però, il semaforo vedere dell’ente autonomo all’attraversamento del suo territorio fino all’interconnessione con l’Autobrennero.
«È lecito attendersi una soluzione di buon senso» sottolinea Attilio Schneck, presidente di A4 Holding (società che controlla il 100% della Brescia-Padova). «Costruire infrastrutture stradali e ferroviarie non è affatto un controsenso, perché le due tipologie modali hanno caratteristiche e missioni diverse». Discutere, come si è fatto nei giorni scorsi, solo sul “sì” o “no”al completamento della Valdastico, aggiunge Schneck, «è un dibattito sterile e privo di reale costrutto». Ulteriormente, secondo il presidente, «ipotizzare scenari dove la Regione Trentino Alto Adige (azionista di maggioranza di A22) e gli enti locali delle due Province acquistino le quote oggi in possesso di Banca Intesa Sanpaolo e di Astaldi per conquistare la maggioranza di A4 Holding e fondere A4 e A22 in un’unica società è una soluzione di corto respiro, improntata più ad una logica di assetto di potere che ad una logica infrastrutturale».
Serve una soluzione condivisa, conclude Schneck, «senza imboccare scorciatoie il cui esito è tutto da dimostrare. Soprattutto, non credo che lo Stato sia disposto a farsi sottrarre le risorse che oggi la società A4 Holding versa alle sue casse solo per fare un piacere – l’ennesimo – all’autonomia speciale del Trentino Alto Adige. Tocca al ministro Lupi indicare una soluzione giusta».
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