Il Veneto verso il biglietto unico: gara a inizio dicembre per partire tra due anni
In corso i tavoli con le province, già 50 milioni nel bilancio previsionale regionale. Iniziativa al debutto a settembre 2028, con possibile avvio sperimentale all’inizio dell’anno: per gli under 25 costerà come una sottoscrizione mensile a Netflix

I primi di dicembre per l’indizione della gara per la piattaforma unica, dove far confluire quelle delle singole aziende di trasporto del Veneto. Le settimane successive per le simulazioni del piano finanziario, sulla base del cruscotto unico regionale. La primavera per avere il piano finanziario definitivo. E poi l’anno scolastico 2028-29 per l’avvio del progetto: esteso a tutti, ma con agevolazioni economiche importanti per i ragazzi sotto i 25 anni.
La road map
È la road map del biglietto unico: un solo tagliando per fruire delle corse di autobus, treni, vaporetti e tram. Il presidente Alberto Stefani ne ha parlato con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, è alla ricerca di un gancio nel titolare dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. E intanto dialoga con i presidenti di Provincia, con i quali i tavoli – anche se, in questa fase – soltanto informali – sono in corso proprio in queste settimane.
«La provincia è profondamente convinta dell’importanza di questo provvedimento, che può rivelarsi un’autentica rivoluzione per il mondo del trasporto locale», conferma il padovano Daniele Canella. «Certo, la Regione sarà protagonista, ma anche noi come Provincia siamo pronti a fare la nostra parte».
Per il Veneto, si tratterebbe di una prima assoluta. Mentre in altre regioni sono già previste alcune forme di intermodalità, anche se non con il respiro al quale ambisce la nostra regione.
Le risorse
I soldi, per i primi tempi, ci sono. I primi 2.000.000 euro, con co-finanziamento dal fondo europeo di sviluppo regionale, serviranno alla realizzazione della piattaforma regionale, da integrare con quelle locali.
Poi 17.500.000 euro, già stanziati, serviranno all’infrastrutturazione del sistema, con la sistemazione delle nuove macchinette obliteratrici all’interno delle stazioni, in autobus e tram e agli imbarcaderi. Strumenti che dovranno essere dotati del sistema tap and go, e che dovranno dialogare con qualsiasi tipologia di biglietto, nel segno dell’intermodalità.

Ma altri 15.000.000 euro sono inseriti nel bilancio previsionale del 2028 e ulteriori 35.000.000 in quelli dell’anno successivo ancora. Soldi veri, che, in questa fase, non ammettono dietrofront sul futuro dell’iniziativa.
«Risorse», spiegava Stefani questa estate, «che in parte ci deriveranno da fondi regionali e in parte da fondi nazionali per la lotta alla Co2». Per questo l’obiettivo è quello di coinvolgere anche il ministero dell’Ambiente.
E altre risorse arriveranno dalla riforma regionale, licenziata di recente, del trasporto pubblico locale, che dovrebbe portare a un risparmio tra i 20.000.000 e i 25.000.000 euro.
I prossimi passi
Detto della gara, il mese di dicembre sarà impiegato per le simulazioni del piano finanziario sulla base del cruscotto unico. Con le valutazioni, aggiornate, sul numero di studenti, pendolari e della platea potenzialmente interessata dall’utilizzo costante di più mezzi di trasporto.
Si pensi, per esempio, agli studenti universitari fuori sede, costretti oggi a sottoscrivere anche tre abbonamenti: dell’autobus, nella propria città, per raggiungere la stazione; del treno, per arrivare nella città sede dell’ateneo; e ancora dell’autobus, per raggiungere la facoltà.
Prezzi e agevolazioni
Ecco, dal settembre del 2028 il tutto potrà essere ricondotto a un solo tagliando. «Per i ragazzi sotto i 25 anni, dal prezzo pari all’abbonamento mensile a Netflix o a tre-quattro spritz», spiegava Stefani, per dare la dimensione del costo. Mentre per il resto dell’utenza eventuali agevolazioni, o l’individuazione di scaglioni di prezzo, saranno una scelta eventuale delle stesse aziende di trasporto coinvolte. Perché la Regione si limiterà a finanziare la progettazione dell’iniziativa e i prezzi, più che calmierati, per i più giovani.
I tempi: si diceva, l’anno scolastico 2028-2029 per cominciare, e non soltanto con gli under 25, ma con l’intera utenza. E difatti gli studenti più giovani potrebbero essere protagonisti di una prima fase sperimentale, che potrebbe vedere la luce già all’inizio del 2028. In attesa di settembre, con la riapertura delle scuole, quando l’iniziativa dovrebbe diventare strutturale.
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