Venezia, sì alle ceneri degli animali accanto alle tombe: «Furetto e tartaruga sì, pony no»

Il Comune di Venezia introduce nuove regole per conservare le ceneri degli animali d’affezione accanto alle sepolture. Una sola urna per tomba

Costanza Francesconi
Nuove regole per la sepoltura degli animali d'affezione a Venezia
Nuove regole per la sepoltura degli animali d'affezione a Venezia

Sì il furetto o la tartaruga, no il pony. Le ceneri degli animali d'affezione potranno essere conservate accanto a una sepoltura nei cimiteri comunali di Venezia, in un'urna separata dalle spoglie umane.

Lo prevedono le nuove regole predisposte dal Comune di Venezia con una disposizione dirigenziale, che disciplinano situazioni finora non regolamentate. La misura non istituisce sepolture per animali all’interno dei cimiteri: l’urna, infatti, avrà una funzione esclusivamente accessoria e commemorativa rispetto alla sepoltura della persona e non potrà mai essere collocata nello spazio destinato al feretro, alle ceneri o ai resti umani.

A illustrare, l’assessore ai Servizi per il cittadino Paolino D’Anna e l’assessore all’Ambiente Paolo Romor, insieme ai dirigenti e ai direttori comunali che hanno seguito l’elaborazione e la definizione delle nuove disposizioni.
“Con questa nuova disciplina affrontiamo un tema che riguarda un legame sempre più riconosciuto nella società e che merita di essere accompagnato da regole precise. La possibilità”, ha chiarito Romor, “di conservare le loro ceneri accanto alla sepoltura della persona consente di dare una risposta a questa sensibilità, mantenendo al tempo stesso ben chiari i principi di tutela, decoro e rispetto degli spazi cimiteriali. È una disciplina voluta dalla nostra amministrazione che mette ordine in una materia nuova, garantendo procedure certe, tracciabilità e soluzioni compatibili con le caratteristiche dei nostri cimiteri”. “È un gesto di attenzione verso chi ha condiviso una parte importante della propria vita con un animale d’affezione, una presenza che per molte persone entra a pieno titolo nella storia familiare e personale”, ha aggiunto D’Anna.

Per ogni sepoltura sarà consentita una sola urna, che potrà contenere le ceneri di massimo due animali d’affezione. Tre le modalità previste: per le sepolture a terra, l’urna potrà essere sistemata in un apposito vano nella lapide o nel copritomba; per i loculi, ossari e cinerari, l’urna potrà essere collocata all’esterno della lastra di chiusura; nelle tombe di famiglia, dovrà trovare posto in uno spazio apposito e distinto. In tutti i casi il gestore dei servizi cimiteriali dovrà verificarne la compatibilità tecnica, la stabilità e la sicurezza.

La disciplina è destinata ad applicarsi ai cimiteri comunali, compreso quello lagunare di San Michele, nel rispetto delle caratteristiche dei singoli manufatti e delle tutele previste.
Non è stabilito un modello unico di urna. Il contenitore dovrà essere realizzato con materiali resistenti e adatti alla conservazione nel tempo e avere dimensioni non superiori a 25 centimetri per lato, salvo diversa valutazione tecnica del gestore. Dovrà inoltre essere fissato in modo stabile e riportare una targhetta con la dicitura “urna cineraria animale”, il codice identificativo assegnato e, facoltativamente, il nome dell’animale. Sulla lapide non saranno consentite epigrafi dedicate all’animale né fotografie che lo ritraggano da solo. Sarà invece ammessa una fotografia della persona sepolta insieme al proprio animale.

La disciplina riguarda gli animali detenuti per compagnia o per ragioni affettive. Rientrano, ad esempio, cani e gatti, conigli domestici, piccoli roditori, uccelli da compagnia, pesci ornamentali, tartarughe e piccoli rettili domestici. Sono esclusi gli animali da allevamento o destinati alla produzione alimentare, la fauna selvatica o protetta e gli animali di dimensioni non compatibili con le modalità di collocazione previste.

Le ceneri dovranno provenire esclusivamente dalla cremazione individuale dell’animale in un impianto autorizzato. Alla domanda dovrà essere allegata la documentazione che ne attesti la provenienza. La disposizione introduce quindi un sistema di identificazione e tracciabilità delle urne. A presentare la richiesta potrà essere il concessionario della sepoltura o un altro soggetto che abbia titolo sulla stessa. Se il concessionario è deceduto, saranno necessari gli assensi degli altri aventi titolo.

L’animale dovrà essere appartenuto al defunto, al concessionario o a uno degli altri soggetti aventi titolo sulla sepoltura.
Non sarà necessario che la persona sepolta abbia espresso in vita la volontà di collocare l’urna dell’animale accanto alla propria tomba. La richiesta potrà essere presentata successivamente dagli aventi titolo.
Non è previsto neppure uno specifico requisito di residenza nel Comune di Venezia. Conta la presenza della sepoltura in un cimitero comunale e il titolo del richiedente rispetto a quella sepoltura. Per la collocazione dell’urna sarà prevista una tariffa, che comprenderà istruttoria della domanda, annotazione nei registri cimiteriali e operazioni di posa e successiva rimozione.

La disposizione regola anche i casi in cui la sepoltura venga successivamente interessata da traslazioni, estumulazioni, esumazioni, riduzione dei resti o lavori di manutenzione. L’urna potrà essere rimossa temporaneamente e custodita dal gestore. In seguito, potrà essere collocata presso la nuova sepoltura, se compatibile dal punto di vista tecnico, oppure ritirata dagli aventi titolo. Alla scadenza della concessione, gli aventi titolo potranno ritirare l’urna o chiederne la collocazione presso un’altra sepoltura, se sussistono le condizioni previste.
La nuova disciplina prosegue il percorso avviato dal Comune per aggiornare le regole cimiteriali rispetto a nuove esigenze. Nel 2025 e nel primo semestre del 2026 sono già state adottate disposizioni su altri temi, tra cui l’inumazione di urne biodegradabili, la parificazione dell’unione civile al matrimonio ai fini della legittimazione a disporre delle spoglie del defunto, la procedura per la sepoltura di feti e prodotti abortivi e le cerimonie funebri all’aperto.

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