Via Manara, una notte tra clienti, prostitute sentinelle e protettori

IL SESSO. Come se ci fosse un vero supermercato del peccato questa strada vicino alla Stanga quando viene il buio si trasforma. Ecco documentato l’andirivieni di chi cerca il piacere a pagamento
PADOVA 20070810 PROSTITUZIONE IN VIA MANARA. PROSTITUTA CON IMMIGRATI (PROTETTORI) (BIANCHI/ )
PADOVA 20070810 PROSTITUZIONE IN VIA MANARA. PROSTITUTA CON IMMIGRATI (PROTETTORI) (BIANCHI/ )
Le fotografie scattate nella notte dimostrano come funziona il nuovo supermercato del sesso di via Manara, in zona Stanga-Pescarotto. Un mercato del sesso organizzato in modo semplice sebbene veda impegnate diverse figure, ognuna con un compito ben preciso, una sorta di piramide del peccato sul quale vertice poggia il bilancino della malavita. Si parte dal livello più basso, quello della prestazione, quello della materia prima: le ragazze, anche giovanissime, di tutte le etnie: ci sono le sudamericane, quelle dell’Est, le asiatiche e le nigeriane. Hanno trucco pesante, scollatura vertiginosa, ombelico scoperto, minigonna e calze a rete. Un gradino sopra di loro ci sono le «vedette», sei o sette extracomunitari in bicicletta che percorrono in lungo e in largo via Plebiscito e dintorni, pronti ad avvisare, via cellulare o dopo una corsa a rotta di collo, dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Poi ci sono i «tassisti» che, a bordo di auto-navetta, scortano le lucciole nei luoghi dove si batte, un andirivieni incessante e lungo come la notte.


I protettori invece, sostano nel piazzale in fondo via Manara: controllano, scrutano i clienti, ricevono telefonate, fissano appuntamenti. Infine, naturalmente, ci sono i clienti, tutti di razza bianca, tutti veneti. Si può azzardare una divisione, in base all’età. I più anziani di questi, diciamo cinquantenni o sessantenni, si recano direttamente nelle palazzine ai civici 37 e 39; i più giovani, invece, preferiscono trovare compagnia per le strade e poi, per consumare il rapporto, accompagnano in auto le lucciole negli appartamenti di via Manara. Salgano, consumano, pagano, vanno. In questa strada non c’è solo prostituzione, c’è anche droga: si è visto un tossico, intorno alle 21.45, cercare una dose: la troverà dopo una decina di minuti.


Ma vediamo la vendita del sesso in via Manara.

Ore 21.20. Un sessantenne si aggira nel piazzale, ha un cellulare in mano, forse cerca di fissare un appuntamento. Dopo un quarto d’ora tornerà sui suoi passi in direzione Mortise. Era già impegnata.

Ore 21.30. Escono altre vedette dal giardino condominiale a dar man forte alla pattuglia di colleghi che vigilano dal piazzale Stanga fino al cavalcavia di via Plebiscito.

Ore 21.40. Due neri in bicicletta rischiano l’osso del collo ma alla fine riescono ad attivare l’allarme. Di lì a poco arriva un’Alfa 156 della polizia con due agenti. Entrano nel cortile, evidentemente per un controllo, stanno una decina di minuti e vanno via osservati da due prostitute appostate sul balcone del primo piano.

Ore 21.55. Scampato il pericolo si riprende la normale attività. Arrivano due auto, una Renault Twingo e una Lancia Y, sono i tassisti che caricano le lucciole. Entrano in scena ancora le vedette, è di nuovo allarme, una volante della polizia sta attraversando via Plebiscito, la Lancia sgomma via. «Ci fosse stato anche il semplice muretto che c’era fino agli anni Settanta», commenta una residente, «come scappavano via?».

ore 22. Arriva a piedi un sessantenne, capelli brizzolati sotto il cappellino, T-shirt rossa, pantaloncini da spiaggia. Sale in un appartamento. Uscirà dopo tre quarti d’ora.

Ore 22.05. Arriva un’Audi A4, carrozzeria scura, scendono in due, un giovane uomo alto, ben vestito, giacca nera, camicia bianca, pantaloni casual e sneakers ai piedi, accompagnato da una lucciola. Usciranno alle 22.32.

Ore 22.30. Si fanno vedere tre protettori, e lasciano il segno. Urinano dalla strada sull’aiuola che dà su via Plebiscito mentre discutono tra loro; raccolgono telefonate, fissano appuntamenti.

Ore 23. Torna la lucciola dell’Audi A4, questa volta a bordo di una Fiat Bravo grigia metallizzata. Con lei c’è un ragazzo, tra i 25 e i 30 anni. Poco dopo parcheggia anche una Volkswagen Golf grigia. Scende un giovane uomo, in bella compagnia. Entrambi i clienti usciranno a poca distanza l’uno dall’altro dopo una ventina di minuti.
Ma la notte è ancora lunga, e di persone che entrano ed escono da questi appartamenti ce ne saranno ancora molte. E’ soltanto una notte, una delle tanti notti nel nuovo Bronx di via Manara.

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