Vigili anti Is a Venezia «Messi lì come birilli»

La protesta degli agenti in servizio in piazzale Roma: servono mezzi e formazione E la contestazione arriva anche dai poliziotti: mancano agenti specializzati
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 28.08.2017.- Barriere New Jersy a Piazzale Roma Antiterrorismo. Blindato dell'esercito. con militari armati
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 28.08.2017.- Barriere New Jersy a Piazzale Roma Antiterrorismo. Blindato dell'esercito. con militari armati
VENEZIA. L’ultima allerta-attentato alle forze dell’ordine è di alcuni giorni fa, quando a Milano sono spariti tre furgoni della Dhl e trenta chili di materiale incendiario. Furti anomali, che gli investigatori leggono anche in chiave terrorismo, visti gli attentati in Spagna e Inghilterra. È solo l’ultimo allarme lanciato a livello nazionale, indicativo della mobilitazione delle forze dell’ordine per prevenire il rischio di attacchi dell’Isis. In prima linea anche gli agenti della polizia locale quotidianamente impegnati in piazzale Roma e in piazza San Marco in servizi antiterrorismo. «A parole ci hanno detto che facciamo servizi antiterrorismo. Ma non abbiamo fatto alcun corso, non abbiamo alcuna formazione in tal senso. Il sindaco Brugnaro e l’assessore D’Este hanno dichiarato che noi partecipiamo, insieme alle forze di polizia, ai servizi antiterrorismo. Ma si rendono conto che non abbiamo formazione e mezzi adeguati?», sottolinea Michele Saya della Uil, «In piazzale Roma siamo messi come birilli davanti ai blocchi di cemento, mentre i soldati armati e con il giubetto antiproiettile sono al riparo dei blocchi. Sono indispensabili addestramento e mezzi. Per di più a sostenere la gran parte di questi servizi sono gli ultimi assunti, a tempo determinato e per pochi mesi. Colleghi con poca esperienza, indispensabile per capire da dove proviene il pericolo. Non si fornisce maggiore sicurezza dicendo che si fanno i servizi antiterrorismo. La sicurezza è garantita dalla qualità del servizio, non dalle parole. Alcune settimane fa il sindaco ha detto “noi a Venezia abbiamo i cecchini e se uno grida Allah Akbar, lo abbattiamo fatti tre passi”. Noi abbiamo? No, le forze di polizia hanno i cecchini. Solo a parole abbiamo tutto».


A sentire i sindacati nemmeno in polizia la situazione è rose e fiori. Da tempo Francesco Lipari, segretario provinciale Coisp, sottolinea la carenza di mezzi e formazione degli agenti che prestano servizio in Questura a Venezia. «Abbiamo poche unità con formazione base antiterrorismo, sono le squadre Uopi. Adesso stanno facendo corsi di formazione anche i colleghi che lavorano alla Digos. Certo, ci sono reparti specializzati in operazioni antiterrorismo, ma sono a Roma», spiega Lipari , «Non pensiate che gli agenti impiegati, ad esempio alla Mostra del Cinema, ai varchi che controllavano borse o persone, fossero formati con corsi antiterrorismo. Si tratta di colleghi che durante l’anno lavorano in vari uffici. Manca a livello nazionale una formazione specifica per chi lavora tutti i giorni in strada, per non parlare dei mezzi. Siamo l’unica polizia europea che come dotazione individuale non fornisce un casco e un giubetto antiproiettile. A tutti in dotazione danno pistola e manette. In Questura a Venezia ci sono all’incirca duecento giubbetti antiproiettile, ne servirebbero tre volte tanti. Durante la Mostra del Cinema è successo che i colleghi si passassero il giubetto antiproiettile. Chi montava in servizio al pomeriggio doveva indossare il giubbetto del collega che aveva prestato servizio al mattino. Quanto alle polizie locali sono convinto che con i nuovi poteri dati dal ministro dell’Interno ai sindaci in materia di sicurezza: se questi chiedono a Questure o comandi dei carabinieri corsi di formazione per le loro polizie locali, sono certo che non otterrebbero risposta negativa. Anzi, sarebbe importante anche perché questo aiuta a lavorare con una sintonia maggiore».


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