Zaia: quel centro d’accoglienza è inagibile

Polemica sull’utilizzo dell’ex caserma Salsa a Treviso: «L’Ulss l’ha dichiarata insalubre e pericolosa, il sindaco la sgombri»
Di Filippo Tosatto

VENEZIA. Prima che la situazione precipiti, innescando dinamiche pericolose, è urgente un vertice sui profughi che faccia il punto della situazione «sullo stato d'accoglienza degli immigrati nel Veneto e sui reali livelli di presenza in ambito territoriale». Lo chiede il governatore Luca Zaia in una lettera a Domenico Cuttaia, il prefetto di Venezia referente del Governo per i flussi. Zaia ribadisce la «ferma e totale contrarietà ai modi e ai tempi di gestione di tale emergenza sia a livello nazionale che locale», sollecitando la prefettura del capoluogo a fornire alla Regione e agli enti locali «un’adeguata informazione sugli immigrati e sui profughi destinati al Veneto, precisandone la nazionalità, l’identità, la condizione giuridica e l’esatta dislocazione territoriale». In un successivo colloquio telefonico, Cuttaia avrebbe espresso all’interlocutore leghista forte preoccupazione per l’ondata di arrivi che si profila nella prossime settimane a fronte dell’indisponibilità di luoghi d’accoglienza segnalata da più parti. E a Treviso, lo stesso Zaia si è opposto all’utilizzo della caserma dismessa «Tommaso Salsa», requisita dal prefetto per ospitare un gruppo di profughi: «L’ispezione condotta dai tecnici dell’Ulss 9 ha accertato che si tratta di un luogo insalubre e inagibile, privo degli standard igienico-sanitari minimi previsti dal protocollo operativo per il controllo delle malattie infettive e la profilassi immunitaria. Invito il sindaco Manildo a firmare un’ordinanza di sgombero: chi la tiene aperta, alloggiandovi delle persone, se ne assume la responsabilità». Il comitato per l’ordine la sicurezza, riunito in prefettura, ha deciso invece che l’ex caserma (ripulita e riadattata alla meglio dai vigili del fuoco) sarà adibita a centro di prima accoglienza: in questo momento, «in attesa di reperire posti letto più idonei», ospita una trentina di persone. Polemico Giovanni Manildo, sindaco trevigiano del Pd: «Non sono stato io a collocare i profughi alla Salsa, bensi il prefetto: sapeva che l’edificio è inagibile ed ha agito ugualmente. Allo sgombero, ora, provveda lui,oppure lo faccia Zaia visto che la sicurezza sanitaria è di competenza della Regione. La verità è che il governatore ha manifestato un completo disinteresse sulla questione, venendo meno al suo ruolo di regista».

In serata, incontrando i giornalisti, Luca Zaia ha così ribadito il suo pensiero: «Questi arrivi nascono dalla volontà di rappresaglia contro il Venetodi Renzi e Alfano, manifestamente inadeguati a fronteggiare un’emergenza che si aggrava di giorno in giorno». «Solo l'incapacità ti può portare ad avere disperati dispersi sul territorio o alloggiati in caserme che sono discariche a cielo aperto o in località turistiche come Eraclea», ha rincato «il turismo è la prima industria nel Veneto e della presenza di profughi stanno già parlando i giornali stranieri, con i nostri concorrenti, Spagna in testa, che ci sguazzano». Ma ci sono cittadini disposti all’accoglienza: « È pur vero che a casa tua fai quello che vuoi ma io invito i privati a non ospitarli. Non vorrei che qualcuno vendesse per solidarietà un business, a pensar male a volte si indovina». L’ultima stilettata è diretta al premier: «Non le parole ma le cifre dicono che gli arrivi stranieri sono stati 63 mila nel 2011, 12 mila l’anno successivo, 43 mila nel 2013, 170 mila l’anno scorso e non parliamo di cosa accade ora. Renzi ha sprecato la chance presidenza italiana dell’Unione europea e dai colloqui di Bruxelles, tanto sbandierati, è uscito con un pugno di mosche».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova