Zaia: «Sappada in Friuli? Ce ne andremo tutti»

SAPPADA. Se il Parlamento sancirà la secessione di Sappada dal Veneto, il governatore Luca Zaia istruirà personalmente «la pratica per chiedere l’annessione degli altri comuni alla Provincia di Trento, se non addirittura a quella di Bolzano» a dispetto di Debora Serracchiani, presidente del Friuli-Venezia Giulia, che conferma la disponibilità ad accogliere i comuni del Bellunese, quindi non solo Sappada, dentro i suoi confini. «Aspetto al varco il Governo», le parole di Zaia in visita a Bolzano «perché, se dovesse passare Sappada, 576 comuni del Veneto sono pronti ad avanzare un’identica domanda. La istruirò io stesso e ne vedremo delle belle. Se a Trento o a Bolzano serve uno sbocco al mare, glielo garantiremo noi». In Senato il voto sul distacco dal Veneto di Plodn (così si chiama Sappada nella sua lingua germanofona) dal Veneto, arriverà dopo il referendum sulla riforma costituzionale renziana e quello della Camera verso la primavera 2017. Ma il sottosegretario Gianclaudio Bressa (Affari Regionali) ha promesso di reperire i fondi per le “terre alte” reclamati da Sappada, circostanza che potrebbe scongiurare l’addio al Veneto; il territorio, infatti, ha bisogno di risorse pena la chiusura, entro il 15 maggio, della società di gestione degli impianti invernali che ha un deficit di 400 mila euro e che costa 2 milioni l'anno. Con Bressa si schiera il segretario regionale del Pd, Roger De Mene, convinto che alla fine Sappada non traslocherà. Serracchiani, invece, insiste perché il Parlamento voti sì e la capogruppo dem in Regione, Alessandra Moretti, la spalleggia. «Proprio un bel pasticcio», chiosa Zaia.
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