Siccità, nella Bassa padovana a rischio pure l’acqua potabile

Venturini lancia l’allarme anche per il Rodigino: «Abbiamo ricevuto un’ulteriore segnalazione sulla sofferenza del Po e dell’Adige. Sta risalendo il cuneo salino e iniziano a manifestarsi criticità importanti»

Silvia Bergamin
Siccità, soffre la Bassa padovana
Siccità, soffre la Bassa padovana

L’allarme non riguarda più soltanto i campi assetati. Per la prima volta in questa estate segnata dal caldo record, la scarsità d’acqua in Veneto comincia a far temere ripercussioni anche sull’approvvigionamento idropotabile.

È il segnale di una situazione che sta cambiando rapidamente e che impone un monitoraggio costante, soprattutto nelle aree più esposte come il Rodigino e la Bassa padovana. A fare il punto è l’assessore regionale all’ambiente Elisa Venturini, che invita a non sottovalutare gli effetti di una stagione eccezionale.

«I dati di Arpav ci dicono che stiamo vivendo l’estate più calda da quando vengono registrate le temperature, cioè dal 1992», spiega l’assessore. «In questi giorni stiamo registrando valori persino superiori a quelli del 2003 e del 2022, anni ricordati per le ondate di calore eccezionali. Le massime arrivano ormai a sfiorare i 40 gradi e le minime restano sui 25-26 gradi».

A pesare sono anche le sempre più frequenti notti tropicali. «Quando la temperatura non scende sotto i 22 gradi, il nostro organismo non riesce a recuperare dallo stress provocato dal caldo. È una situazione che sta diventando sempre più frequente e con cui dovremo imparare a convivere». Le alte temperature stanno mettendo in difficoltà anche i principali corsi d’acqua del Veneto. «Proprio ieri mattina abbiamo ricevuto un’ulteriore segnalazione sulla sofferenza del Po e dell’Adige. Sta risalendo il cuneo salino e iniziano a manifestarsi criticità importanti».

Un fenomeno che, sottolinea Venturini, si sta cercando di contenere grazie alla collaborazione delle Province autonome di Trento e Bolzano, ai rilasci d’acqua concordati e al lavoro dei Consorzi di bonifica insieme all’Autorità di bacino. Ma la disponibilità idrica continua a diminuire. «Finora il problema riguardava soprattutto l’acqua destinata all’irrigazione delle campagne. Adesso iniziamo a vedere le prime criticità anche per l’uso idropotabile, cioè per l’acqua destinata ai cittadini».

È proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente la Regione. «Stiamo monitorando costantemente la situazione perché ci sono territori che potrebbero andare in difficoltà. Il Rodigino è quello dove il problema si è manifestato con maggiore evidenza, ma l’attenzione è rivolta anche alla Bassa padovana».

Le previsioni meteo non lasciano intravedere un miglioramento. «Per il fine settimana Arpav prevede ancora temperature elevate e precipitazioni limitate. La gestione della risorsa idrica diventa quindi sempre più delicata».

Per Venturini il cambiamento climatico impone ormai un cambio di prospettiva. «Per molti anni abbiamo dato per scontata l’abbondanza d’acqua in Veneto. Oggi non è più così. Dobbiamo imparare a considerarla una risorsa preziosa, da gestire con attenzione».

 

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