Un nuovo Green Deal per l’Europa. Ecco le richieste di Legambiente ai candidati del Nordest
Priorità assoluta al clima, ma diverse anche le proposte in fatto di agricoltura, trasporti e lotta alla corruzione

Ci si avvicina alle elezioni europee, Legambiente si confronta con i politici dei principali partiti in lizza per un seggio al Parlamento Europeo. L’incontro, a Padova, è stato introdotto da Giorgio Zampetti direttore generale di Legambiente nazionale, che dopo aver ricordato l’importanza dell’Europa e della partecipazione al voto, ha illustrato l’agenda di Legambiente per la legislatura europea 2024.2029.
A seguire il direttore di Legambiente Veneto, Piero Decandia, ha aggiunto alcuni appunti sulle questioni più rilevanti a livello regionale che richiamano a forti connessioni con le dinamiche europee: quale futuro per le energie rinnovabili e per le politiche di decarbonizzazione del Veneto? Come approcciare i problemi di inquinamento di aria, acqua e suoli che affliggono da decenni la pianura padana? Cosa intendono portare avanti gli eletti per concretizzare l'avvento definitivo dell’economia circolare e dell'innovazione industriale, anche in ambito agricolo? Quali strategie per arginare il consumo di suolo e ampliare le aree protette e la biodiversità, oggi in grande sofferenza nell’area padana?
«Grazie all’Europa» ha commentato Zampetti «l’Italia ha imboccato anche la retta via: è stato così per le gravi lacune infrastrutturali rispetto agli standard europei, colmate anche grazie alle procedure d’infrazione ed è bene ricordare che alcuni gravi e cronici problemi ambientali sono già oggetto di condanne da parte della Corte di giustizia europea, come quella sul mancato rispetto dei limiti per la qualità dell’aria che riguarda in particolare proprio la pianura padana. Condanna che deve servire ad accelerare nella risoluzione del problema, che se non sarà risolto, si stima costerà, da 1.5 a 2.3 miliardi di euro in sanzioni. Al tempo stesso crediamo fortemente in una Europa capace di Futuro che ha promosso importanti iniziative di ampio respiro per rilanciare il proprio protagonismo nello scenario economico mondiale. Per questo rilanciamo la proposta di un nuovo green deal per la prossima legislatura».
Il clima
Prima priorità europea, indicata nell’agenda di Legambiente, dovrà essere il clima e tutte le azioni possibili per mitigare e adattarsi alla crisi climatica. Dall’adottare un nuovo pacchetto energia e clima Fit for 1.5°C - in grado di ridurre le emissioni climalteranti di almeno il 65% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e poter così raggiungere la neutralità climatica già entro il 2040.
Tra le altre priorità, si va da un’ambiziosa Strategia industriale europea, per rafforzare la competitività delle imprese e accelerare la transizione verso la neutralità climatica, una nuova Direttiva quadro sulla giusta transizione in Europa,alimentando di nuove risorse economiche il Just Transition Fund, fino all’istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti green e sociali post-2026 di almeno 1.000 miliardi di euro (una sorta di NextGenerationEU 2.0).
Bisognerà dare, poi, concretezza ad un piano d’azione Zero Pollution (senza concedere deroghe alle scadenze temporali nella lotta allo smog e prevedendo azioni stringenti per ridurre alcuni inquinanti pericolosi per la salute nelle acque, come nel caso dei Pfas); varare una direttiva sulla gestione sostenibile delle risorse in Europa, insieme al rafforzamento delle filiere strategiche di approvvigionamento per la gestione circolare dei rifiuti tessili e delle materie prime critiche dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); approvare la direttiva sulla salute dei suoli, ripartendo dall’obiettivo ONU di fermare e invertire il loro degrado entro il 2030.
L’agricoltura
Sul fronte agricoltura, nella prossima legislatura europea per Legambiente le politiche agricole andranno reindirizzate verso l’orizzonte dell’agroecologia e riallineate alle Strategie europee From Farm to Fork e Biodiversity, rimettendo anche in pista le misure ambientali strategiche e prioritarie, abbondantemente finanziate da tutte le legislature precedenti ma mai concretizzate dal settore agricolo, che ne ha addirittura provocato l’abbandono attraverso l’aggressiva e ideologica “rivolta dei trattori” dei mesi scorsi. Occorrerà inoltre varare la Nature Restoration Law, già approvata dal Parlamento ma bloccata dal Consiglio, e attuare il regolamento EUDR, per arrestare la perdita delle foreste entro il 2030.
Trasporti e sociale
Per l’agenda di Legambiente occorrerà anche varare un piano di investimenti per lo sviluppo del trasporto pubblico su ferro e per l’elettrificazione della mobilità, estendendo a tutte le principali città europee lo stesso percorso iniziato dalle 100 città della Climate Neutrality and Smart Cities Mission; procedere all’approvazione della direttiva sulla lotta alla corruzione, dopo averlo già fatto con quelle sulla tutela penale dell’ambiente e sulla confisca dei beni alle organizzazioni criminali. Sarà, inoltre, importante orientare gli investimenti pubblici sugli ambiti più innovativi e con maggiore impatto sociale e ambientali; avviare una più efficace azione diplomatica per dare un contributo concreto alla pace e promuovere in tutti i Paesi membri una nuova stagione di coinvolgimento territoriale e degli stakeholder per accompagnare la transizione ecologica.
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