Così il Padova perse la faccia (e i playoff)

Approccio superficiale alla gara, ancora gravi errori individuali: il tutto davanti un attonito e frastornato Cestaro
Di Stefano Edel
Francesco Pecoraro - LaPresse.20 05 2012 nocera inferiore ( Italia ).Sport Calcio nocerina - padova campionato serie b 2011-2012 Stadio San francesco.Nella foto: esultanza del 3-0 di merino...Francesco Pecoraro - LaPresse.20 05 2012 nocera inferiore ( Italia ).Sport Calcio nocerina - padova campionato serie b 2011-2012.San francesco Stadium nocera.In the Photo: merino gol celebration 3-0
Francesco Pecoraro - LaPresse.20 05 2012 nocera inferiore ( Italia ).Sport Calcio nocerina - padova campionato serie b 2011-2012 Stadio San francesco.Nella foto: esultanza del 3-0 di merino...Francesco Pecoraro - LaPresse.20 05 2012 nocera inferiore ( Italia ).Sport Calcio nocerina - padova campionato serie b 2011-2012.San francesco Stadium nocera.In the Photo: merino gol celebration 3-0

Adesso sì che è finita. E nel modo peggiore, che disonora quella maglia gloriosa con lo scudo sul petto e quei cinque coraggiosi tifosi (fra cui un bambino) scesi sin quaggiù dal Veneto. Una sconfitta senza attenuanti, un crollo verticale, un epilogo di campionato di cui c’è solo da vergognarsi. Perchè a Nocera Inferiore il Padova ha perso la faccia, lasciando persino quel briciolo di dignità su cui ancora, a parole, allenatore e giocatori poggiavano la loro fiducia alla vigilia. Si può perdere, certo, ma non così. Contro la terz’ultima in classifica, costretta a vincere per giocarsi la salvezza ai playout, i biancoscudati hanno preso l’ennesima “imbarcata” di un’annata da dimenticare per lo stillicidio di errori difensivi commessi, per la superficialità con cui si sono approcciati al match e, soprattutto, per l’incapacità fisica, e tattica, di arginare gli scatenati molossi. Si spegne così definitivamente, con l’esclusione dai playoff, il flebile lumicino della speranza alimentato sino alle 15 di ieri dalla possibilità di essere ancora in corsa per gli spareggi che valgono la serie A. Solo una vittoria sarebbe servita alla squadra di Dal Canto, e invece la parola “fallimento” contrassegna il verdetto più amaro e umiliante. Il tutto di fronte ad un attonito e frastornato Marcello Cestaro, sceso in Campania animato da tanta fiducia e tentato già all’intervallo dall’abbandonare il “San Francesco d’Assisi”.

Quante dormite! Parlare di Nocerina-Padova è come ripetere un disco ascoltato sino alla noia: l’ennesimo salto di qualità mancato, con un tonfo fragoroso sul più bello. Contro un avversario che, d’accordo, aveva l’intero stadio alle spalle a spingerlo verso il successo (biglietti gratis per tutti), Italiano & C. sono naufragati per l’immobilismo e le amnesie di una difesa che si è rivelata il vero tallone d’Achille del gruppo. Il tecnico era stato buon profeta nel prevedere un assalto all’arma bianca degli uomini di Auteri, ma che si arrivasse ad un suicidio in piena regola questo, no, non era nemmeno lontanamente ipotizzabile. E invece, in 23 minuti, la pratica era già archiviata, con i campani bravissimi nel mettere a nudo i limiti di un reparto da buttare letteralmente a mare. Emblematica l’azione dell’1 a 0: verticalizzazione Merino-Catania sulla trequarti, Trevisan e Renzetti immobili come statue e per l’esterno destro è stato un gioco da ragazzi infilare Perin in uscita (9’). Raddoppio da farsa: angolo di Merino dalla destra, Renzetti sul primo palo ha “lisciato” clamorosamente e la sfera è entrata in porta, fra la sorpresa generale (23’).

Merino show. Fortissimo, il piccolo peruviano, che ha festeggiato nel migliore dei modi i 30 anni compiuti sabato. Dopo che il Padova aveva fallito con Cuffa l’unica occasione del primo tempo, calciando malamente sul fondo davanti a Concetti (36’), l’effervescente trequartista rossonero ha confezionato il 3 a 0, secondo sigillo personale, con un gran sinistro a giro da dentro l’area, senza che nessuno lo contrastasse (45’).

Rifondazione. Partita chiusa, dunque, dopo un solo tempo e conta poco o nulla che nella ripresa siano state annullate due reti, entrambe per fuorigioco (che c’erano), a Succi e Drame, anche perché Laverone ha colto un palo clamoroso nel finale. La Nocerina ci ha messo il cuore, sopperendo con l’agonismo e la ferocia agonistica su ogni pallone al gap tecnico, il Padova è stato semplicemente ridicolo.

Ora, com’è giusto che sia, c’è un “processo” da istruire contro allenatore, staff tecnico, diesse compreso, e giocatori. Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, sino in fondo, perché la bocciatura è completa. E quanto al presidente, che ridimensioni pure, purchè faccia tesoro degli errori compiuti. Sì, anche da lui.

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