Calcio, piovono fischi sul Padova: la società in riunione, Calabro a rischio

La panchina dell’allenatore Antonio Calabro traballa pericolosamente. I dirigenti si sono interrogati sui motivi di due prestazioni casalinghe consecutive così deludenti, nelle quali la squadra ha peccato non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da quello temperamentale

Simone Varrotto
Antonio Calabro
Antonio Calabro

È stata una notte dura e tormentata per tutti i protagonisti di questo Padova. Dal patron Alessandro Banzato, che ha lasciato lo stadio ancor prima del fischio finale, al responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli, che ora si trova spalle al muro al culmine di un inizio di campionato ben al di sotto della aspettative. Passando, ovviamente, per l’allenatore Antonio Calabro, la cui panchina traballa pericolosamente e che come sempre succede in casi del genere potrebbe essere il primo a pagare questa situazione.

La domanda è quindi una sola: l’allenatore è a rischio esonero? Risposta secca e inevitabile: si. Magari non nell’immediato ma la sua posizione è tutt’altro che solida e il prossimo ciclo di partite ravvicinate sarà decisivo per la sua conferma o meno. La società sta riflettendo sul da farsi ma nella tarda serata di ieri sembrava orientata a concedere una nuova occasione a Calabro, nonostante diverse perplessità su quanto visto.

Come detto, l’azionista di maggioranza Alessandro Banzato ha lasciato lo stadio poco prima della fine della partita, anche se probabilmente l’eco dei fischi dell’Euganeo l’avrà raggiunto fin dentro l’auto. Al novantesimo tutto lo stadio ha contestato la prestazione della squadra, mentre i giocatori si dirigevano lentamente e a capo chino verso la curva. Lovato e compagni hanno ascoltato da vicino le lamentele degli ultras, che tuttavia non hanno voluto lanciare una contestazione vera e propria, e mentre i giocatori rientravano negli spogliatoi sono tornati a cantare a gran voce il loro amore verso questi colori. Ma l’umore della piazza è comprensibilmente nero.

Lo sa bene anche la dirigenza, che subito dopo la fine della partita si è ritrovata per un lungo faccia a faccia negli uffici societari. Non c’erano i Banzato ma al summit ha partecipato il presidente Francesco Peghin, assieme al responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli, al direttore sportivo Sandro Porchia e al consigliere Moreno Beccaro. Assente l’amministratore delegato Alessandra Bianchi, a conferma ulteriore che ormai è fuori dai giochi e saluterà entro fine mese, quando verrà ufficializzato l’arrivo del nuovo direttore generale Corrado Di Tranto.

I dirigenti si sono interrogati sui motivi di due prestazioni casalinghe consecutive così deludenti, nelle quali la squadra ha peccato non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto da quello temperamentale.

E qualche dubbio è stato espresso anche sulla condizione atletica di un gruppo che è sempre calato alla distanza nel corso dei novanta minuti. Nessuno si aspettava di trovarsi in questa situazione dopo appena sette giornate ma l’intenzione è quella di andare avanti con Calabro, sebbene la forte delusione che serpeggia ai piani alti non faccia escludere un ribaltone nelle prossime ore.

Dovesse andare avanti come sembra il tecnico si giocherà tutto nel prossimo ciclo di partite ravvicinate, visto che sabato prossimo arriva la trasferta ad Avellino, prima del turno infrasettimanale contro il Sudtirol e della successiva gara di Catanzaro del 31 dicembre.  

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