Il Brasile s’innamora di Mario Balotelli

Appello dei tifosi al ct: «Non rischiarlo contro il Giappone»
Di Alessandro Bernini
Italian National soccer team striker Mario Balotelli (L) argues with his coach Cesare Prandelli (R) after being changed during their Confederations Cup 2013 soccer match between Mexico and Italy at the Maracana Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, 16 June 2013. ANSA/Marcelo Sayao
Italian National soccer team striker Mario Balotelli (L) argues with his coach Cesare Prandelli (R) after being changed during their Confederations Cup 2013 soccer match between Mexico and Italy at the Maracana Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, 16 June 2013. ANSA/Marcelo Sayao

Ognuno ha la sua terra dei sogni. Mario Balotelli ieri ha avuto la netta sensazione di esserci finito dentro. «Che spettacolo questo Brasile...» ha confidato alla fidanzata Fanny e poi ai compagni prima di tornare ad allenarsi.

I re degli eccessi. Già, perché in Brasile puoi essere genio ma anche sregolatezza e nessuno ti dice niente. Qui ai calciatori succede di tutto. Adriano che maneggia una pistola e per sbaglio ferisce un’amica, Ronaldinho che di mercoledì si presenta all’allenamento del Flamengo completamente ubriaco, giocatori che chiudono le discoteche e spesso finiscono nelle risse di più bassa lega.

Sì, ti puoi prendere un paio di titoli sui giornali, ma finisce lì. Se in campo sei bravo, il tifoso ti osanna e se ne frega di quello che fai fuori.

Quell’applauso. Mario è rimasto colpito. Vedere il Maracanà tutto in piedi alla sua uscita dal campo gli ha messo i brividi. «Applaudono me?» ha pensato per un attimo. Poi ha preso coscienza e ha ringraziato, salutando. In Italia, lontano da casa, non gli era mai successo.

In Brasile ha ritrovato il sorriso. Non si nega mai a nessuno per una foto o un autografo, bambini o adulti non fa differenza. Sempre allegro, mai col muso come spesso capita di vederlo da altre parti.

Anche per questo i brasiliani lo amano. “Balotelli decide” ha titolato A Folha ovvero il principale quotidiano di Rio, “Supermario” il titolo interno che gli ha dedicato O’Globo.

Il cartellino giallo. Piuttosto i brasiliani hanno un terrore: che Balotelli prenda un cartellino giallo contro il Giappone, saltando così la sfida contro i verdeoro. Partita che si giocherà a Salvador de Bahia, dove hanno già appeso uno striscione all’ingresso della città con su scritto “Balotelli uno di noi, un figlio di Yemanja”. Yemania è la dea del mare del culto Candomblè, venerata a Salvador de Bahia che è la città brasiliana con il maggior numero di abitanti di colore.

Ecco perché c’è pure chi vorrebbe suggerire a Prandelli di tenere fuori Balotelli col Giappone, così da evitare rischi. Ma la mossa non avrebbe logica: per l’Italia la partita decisiva è proprio quella con il Giappone visto che una vittoria spedirebbe l’Italia dritta in semifinale, relegando il match di Salvador de Bahia a sfida per la conquista del primo posto (comunque fondamentale per evitare la Spagna).

Una curiosità. I bookmaker inglesi hanno quotato anche l’ipotesi che Balotelli si tolga la maglia pure contro il Giappone: 4,30. Figuriamoci se si lasciavano sfuggire l’occasione.

Balo e Neymar. Adesso si sprecano i paragoni. A oggi la miglior prestazione l’ha fornita Andrea Pirlo, ma il bresciano non è uomo mediatico e così la scena è tutta presa da Neymar e Balotelli.

I due sono amici, si scrivono sms, duettano su twitter e nelle interviste si lanciano sempre messaggi d’amore.

Prima ci ha pensato Neymar. «È un’ottima persona e un grande giocatore. Lo seguo spesso con piacere in televisione. Ha grande talento e grande qualità. Spero di porteci parlare, magari dopo Italia-Brasile. E mi piacerebbe diventarci amico».

Immediata la risposta di Balotelli. «Spero di incontrare Neymar in finale, sarebbe bello». Ora ci manca una bella sfida a XBox e poi il quadro è completo, magari con El Shaarawy che tiene il punteggio.

Cos’hanno in comune questi due campioni? La classe, la giocata. Neymar però è più costante, ha due anni in meno e soprattutto non ha mai fatto grossi casini. Tant’è che il Barcellona lo ha pagato 57 milioni, mentre Balotelli è arrivato al Milan dal Mancity per 20 milioni di euro. Una ragione per tutta questa differenza dovrà pur esserci.

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