Primo test per il Padova di Calabro: 14-0. È show di Bortolucci

Sei reti del bomber davanti agli occhi del patron Alessandro Banzato. Confermata la difesa a tre e una squadra più aggressiva e verticale

Stefano Volpe
Mattia Bortolussi
Mattia Bortolussi

C’era anche il patron Alessandro Banzato ad applaudire la prima uscita del Padova targato Calabro. L’azionista di maggioranza della società di viale Rocco ha raggiunto il ritiro di Pejo nella mattinata di domenica 19 luglio, si è concesso con una buona dose di sorrisi ai tanti tifosi che gli si sono avvicinati per chiedergli una foto e ha potuto toccare con mano l’entusiasmo crescente che si respira attorno alla squadra.

Una squadra che, come ha confermato anche il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, è ancora ben lontana dalla sua definizione, da qui a fine agosto cambierà decisamente pelle sul mercato ma intanto sta iniziando a entrare sempre più nei meccanismi richiesti dal nuovo allenatore.

Domenica, dopo una settimana di lavoro in altura, il primo test contro i dilettanti della Virtus Abano (avversario chiamato in fetta e furia dopo che il Redival, squadra trentina, ha dato forfait) si è concluso con il prevedibile risultato di 14-0 ed è servito a mettere in pratica i primi dettami tattici.

In questi giorni il nuovo allenatore ha lavorato molto sul campo ma anche a tavolino, parlando con il gruppo e cercando di infondere la mentalità che vorrà vedere nel corso della stagione.

Un processo che richiede tempo, ma intanto le prime basi sono state gettate e la squadra è chiamata a fare un deciso passo in avanti rispetto all’ultimo campionato.

Calabro vuole un atteggiamento più aggressivo, una formazione che resti corta, compatta e provi a giocare il più possibile in verticale, senza perdersi in troppo possesso palla nella propria metà campo.

È stato confermato l’impianto tattico, ereditato dallo scorso anno, e che si basa sulla difesa a tre. Nel primo tempo della partitella si è vista già quella che dovrebbe essere la retroguardia titolare, con Silletti al centro (in attesa dell’arrivo di Lovato), Sgarbi come laterale di destra e Pastina sul lato opposto.

A centrocampo un atteggiamento, diciamo così, ibrido, con Capelli e Zanimacchia sugli esterni, Giunti e Varas in mezzo e Fusi a fare un po’ da pendolino tra mediana e trequarti campo, agendo spesso sulla stessa linea di Caprari, alle spalle del centravanti Bortolussi.

Proprio quest'ultimo è stato il grande mattatore di giornata, come capita spesso nelle prime uscite estive contro le rappresentative dilettantistiche.

Il capocannoniere della scorsa stagione del Padova ha messo dentro ben sei reti (cinque nel primo tempo e una nella ripresa), aprendo le marcature realizzando un calcio di rigore guadagnato da Varas e poi mettendo in mostra un po' tutto il suo repertorio, dal colpo di testa ai gol da rapinatore d'area.

Un modo per riconfermare la sua candidatura a leader di un reparto offensivo nel quale, nelle prossime settimane, è atteso un rinforzo di grido. In un primo tempo chiuso sul 9-0 sono andati a segno anche Capelli, Zanimacchia e Fusi.

Nella ripresa il tecnico ha ruotato tutti gli uomini, concedendosi anche qualche esperimento come Buonaiuto schierato da regista del 3-5-2. Il ruolo del centrocampista centrale è ancora scoperto (c'è il solo Giunti in rosa) e l'ex Benevento si sta adattando, in attesa di trovare una nuova sistemazione sul mercato.

Sono scesi in campo alcuni giovani e si è rivisto anche Lasagna, al rientro dopo il grave infortunio muscolare di inizio aprile. L'ex Hellas Verona è sembrato già su discreti livelli di forma e ha realizzato una doppietta.

A chiudere i conti ci hanno pensato Di Mariano (schierato da mezzala) e Faedo allo scadere. Mercoledì 22 luglio si torna in campo per il test più impegnativo contro il Sassuolo.

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