La Tari aumenta del 92%, Il Glicine: «La coop è in difficoltà»
Dal 1999 Pierluigi Donà si occupa di disabilità e gestisce un centro diurno, una comunità-alloggio e un appartamento per disabili autosufficienti. La protesta: «Un aumento di oltre il 92% della Tari in un solo anno è qualcosa di incredibile»

«Un aumento di oltre il 92% della Tari in un solo anno è qualcosa di incredibile. Siamo allibiti». A parlare è Pierluigi Donà, presidente della cooperativa sociale Il Glicine, che dal 1999 a Saonara si occupa di disabilità e che gestisce un centro diurno, una comunità-alloggio, un appartamento per disabili autosufficienti e la casa per vacanze priva di barriere L’Insolito Posto.
Nel 2023 la tassa di asporto rifiuti per queste strutture ammontava a 3.253 euro, tralasciando i decimali. «Nel 2024 la cifra è schizzata a 7.913 euro», inizia a raccontare Donà. «Ho chiamato Etra per protestare, e mi è stato risposto che la nostra è un’utenza non domestica, quindi priva di agevolazioni particolari. A ottobre 2024 Etra ha inviato un’ispettrice, e nel 2025 la Tari è scesa a 5. 408 euro. Ma la mazzata è arrivata quest’anno: 10. 405 euro, a fronte di un uguale servizio». Il 16 settembre la cooperativa ha ricevuto una pec nella quale Etra comunicava che la riduzione tariffaria della Tari non era più prevista.
«Io mi chiedo», la voce di Donà è carica di rabbia, «perché Il Glicine, una cooperativa sociale senza scopo di lucro che non solo assiste i disabili, ma li inserisce nella società, debba essere trattata come un’azienda qualsiasi. Oramai stiamo valutando di tagliare alcuni servizi, e se dovessimo ricevere qualche altra stangata non escludo la chiusura. In tutto abbiamo 45 persone, delle quali 12 in comunità, che tornerebbero a casa. Se accadrà il peggio, poi non facciamo finta di cadere dalle nuvole».
Etra interviene nella questione con una nota ufficiale: «Inizialmente il Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti, in sinergia con Etra, riconoscendo il fondamentale valore sociale ed educativo di tali realtà, aveva previsto nel proprio regolamento e nella relativa delibera tariffaria 2025 una riduzione tariffaria del 40% a beneficio degli enti del Terzo Settore aventi particolari caratteristiche», scrive.
«Successivi approfondimenti e l’analisi dei vincoli normativi sovraordinati hanno tuttavia evidenziato l’impossibilità tecnica di applicare legittimamente tale agevolazione secondo le modalità inizialmente previste. Di conseguenza nel mese di luglio il Consiglio di Bacino Brenta ha dovuto prendere atto di questo vincolo e deliberare l’eliminazione di tale riduzione a favore degli enti del Terzo Settore». Di qui la pec ricevuta da Il Glicine a metà settembre.
«Preme ribadire che la revisione dello sconto risponde all’obbligo vincolante di adeguamento alle normative vigenti, ambito in cui l’rnte non dispone, appunto, di alcuna discrezionalità». Etra termina lasciando però uno spiraglio: «Confermiamo la volontà di individuare, in modo congiunto con le amministrazioni comunali del nostro territorio, al di fuori dell’ambito Tari ed entro i limiti di legge soluzioni alternative volte a sostenere e valorizzare le attività associative del territorio».
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