Una rete di psicologi contro i suicidi

MESTRE. Da soli si sono fatti, e in solitudine se ne vanno, complice la crisi economica. Il numero di suicidi che sta riguardando il mondo dell’imprenditoria ha allarmato chi lavora proprio per evitare che questi episodi accadano e così l’Ordine veneto degli psicologi ha fatto un passo avanti chiedendo a Regione, categorie economiche, sindacati e altri enti pubblici di dar vita in tempi brevissimi a un tavolo di confronto per trovare soluzioni atte a eliminare questo problema. «Mettiamo a disposizione le nostre competenze» assicura il presidente dell’Ordine Marco Nicolussi «Siamo in una fase emergenziale ed è fondamentale fare prevenzione. Già da tempo è in piedi una collaborazione con l’Università e la Camera di commercio di Padova e questo modello deve ora essere esportato. Serve un modello di intervento che crei una rete efficace in grado di intercettare i casi a rischio prima che sia troppo tardi». Dall’inizio dell’anno sono stati già 40 i casi in Italia di imprenditori e lavoratori che si sono suicidati per colpa della crisi economica, 12 solo in Veneto. «Si può pensare di istituire un fondo con il supporto delle categorie, noi possiamo garantire agevolazioni sulle visite, ma si deve guardare anche alla creazione di numeri verdi e sportelli sul territorio, dove gli imprenditori possano farsi avanti per chiedere aiuto», osserva Nicola Michieletto, coordinatore della commissione sanità dell’Ordine «fondamentale è però l’apporto delle categorie nel segnalare i casi a rischio». Mano tesa anche dall’ateneo patavino. «I suicidi ci sono sempre stati, certo», fa notare il professor Alberto De Carlo, «ma quelli per la crisi economica non sono dettati da patologie mentali. La sensazione di non avere vie di uscita porta a gesti estremi. La percezione è che qualcosa si debba fare e noi siamo pronti a dare il nostro contributo gratuito con i medici di cui disponiamo, così come già abbiamo fatto in passato. È bene che comunque si parli di queste situazioni sui media, altrimenti nessuno saprebbe quel che succede e non si potrebbe intervenire di conseguenza». Dalla Filca Cisl regionale e da Confcommercio Veneto è arrivato il pieno appoggio all’iniziativa. «Da tempo denunciamo la chiusura di molte aziende», commenta Salvatore Federico della Filca-Cisl «non solo gli imprenditori finiscono nel vortice, ma ci sono anche tanti lavoratori che si ritrovano a compiere gesti estremi per la crisi. Si deve fare assolutamente qualcosa di veramente incisivo per salvare queste vite». E Antonio Vegna, in rappresentanza dell’Ordine dei consulenti del lavoro, aggiunge: «Avvieremo incontri periodici tra gli associati per capire cosa sta accadendo e come intervenire. Siamo pronti a collaborare da subito, e siamo convinti che questo problema non sia solo dovuto alle cartelle di Equitalia oppure agli interventi dell’Agenzia delle entrate, ma una buona fetta di responsabilità è nella solitudine in cui piomba l’imprenditore in difficoltà e nel rapporto con le banche e l’impossibilità di avere credito per andare avanti».
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