Il sindacato: «Noi pronti a combattere con Covre»

VENEZIA. Sospendere le pensioni a tutti quelli che continuano ad avere un’attività superiore a 50.000 euro di reddito. Sospenderle per un periodo limitato, con una legge, per finanziare gli...
Di Renzo Mazzaro
CASTELFRANCO..FILCA CISL PICCHETTO DAVANTI CANTIERE SOTTOPASSO FS VIA FORCHE FEDERICO SALVATORE..fotocronaca - conegliano premio civitalis..castelfranco picchetto cisl cantiere
CASTELFRANCO..FILCA CISL PICCHETTO DAVANTI CANTIERE SOTTOPASSO FS VIA FORCHE FEDERICO SALVATORE..fotocronaca - conegliano premio civitalis..castelfranco picchetto cisl cantiere

VENEZIA. Sospendere le pensioni a tutti quelli che continuano ad avere un’attività superiore a 50.000 euro di reddito. Sospenderle per un periodo limitato, con una legge, per finanziare gli ammortizzatori sociali e consentire una ripresa dell’occupazione giovanile.

La proposta choc di Bepi Covre, pubblicata pochi giorni fa da questo giornale, trova il sindacato veneto immediatamente d’accordo. Salvatore Federico, veronese, segretario regionale della Filca-Cisl apre subito: «Io non sono leghista, ma se i leghisti fossero tutti come Covre mi iscriverei alla Lega anch’io. Dicono che Covre è un leghista eretico, per me è un innovatore: le sue proposte non sono capite perché è più avanti. La questione che pone è di giustizia, di chi ha tanto e di chi non ha nulla. Oggi è questo il vero problema, la ridistribuzione del reddito, l’equità sociale da recuperare sui diritti garantiti. È da qui che bisogna partire».

Salvatore Federico porta l’esperienza dell’associazione “Speranzaallavoro” di cui è fondatore assieme ad Adiconsum e alle figlie di imprenditori suicidi: un anno passato al capezzale del Veneto nella morsa della crisi, a registrare il passaggio – come ha detto in una recente intervista – dal disagio alla disperazione, perché le condizioni peggiorano e non se ne vede la fine. Questo mentre il sistema prosegue la corsa, quasi fosse un treno guidato da un macchinista che ignora quello che succede dentro ai vagoni.

Il sindacalista cita una relazione di Bankitalia, dalla quale emergono dati e cifre da far sobbalzare (si veda la scheda a fianco). «Non trovo niente di scandaloso nella proposta di Covre», dice. «Non è un esproprio proletario. Non si perde il diritto acquisito, peraltro a remunerazioni abbondantemente sopra la media, solo che viene provvisoriamente sospeso di fronte ad una emergenza sociale. Io non chiedo che i più ricchi regalino ai più poveri. Ma i difensori della società liberale dovrebbero spiegarmi perché ci sono diritti che appartengono solo a pochi e non a tutti. Se sono diritti dovrebbero essere universali, o sbaglio? È meglio che parliamo di tutele e che lavoriamo per estenderle a tutti, non per difenderne l’esclusiva».

In concreto? «Si può pensare ad un fondo di solidarietà nel Veneto», risponde Salvatore Federico, «anche per evitare il sospetto, sempre presente, che se buttiamo i soldi nel calderone nazionale non sappiamo poi come vengono impiegati, o dove vanno a finire. Noi come “Speranzaallavoro” stiamo lavorando per costruire un fondo regionale che serva a fronteggiare le piccole emergenze delle famiglie. Ci andrebbe benissimo».

Naturalmente, prima di gestire i fondi bisogna procurarli. «Io propongo a Covre di cominciare una raccolta di firme sul suo progetto», dice il segretario regionale della Filca-Cisl. «Facciamo un’alleanza con il sindacato, tra lavoratori e imprese. L’edilizia è il settore che sta patendo di più l’impatto della crisi. Un’alleanza che consenta di verificare un percorso legislativo regionale o nazionale da seguire, che sensibilizzi le coscienze. Sono pronto a sostenerla in tutti i modi e a coinvolgere le mie strutture a livello veneto. Non solo, la prossima settimana ho un congresso nazionale ad Ancona, nell’intervento lancerò questa idea al sindacato nazionale».

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