Col «mattino» il fumetto sul Medioevo
I Carraresi, una storia del nostro territorio: oggi in edicola

Esce oggi in edicola con il nostro giornale (a 7,90 euro in più) il secondo dei due volumi della collana il Medioevo del Veneto, dopo quello sulla tragica vicenda di Ezzelino III da Romano. Questo secondo fumetto d'autore, il cui titolo, è «Gugliemo da Carrara» sempre a cura di Francesco Lucianetti architetto e illustratore padovano, narra la fine della dinastia dei Carraresi. È un fumetto importante per la nostra città e per il nostro territorio che viene ampiamente descritto e riportato sia con disegni e con foto. La storia dei Carraresi infatti, appassiona e ci coinvolge ogni volta che viene riscoperta. È realizzato a quattro mani. In questo volume infatti accanto a Lucianetti c'è Marco Monari, fotografo professionista, ricordiamo la mostra sui detenuti del carcere Due Palazzi e una mostra itinerante sui campi profughi della ex Jugoslavia, attento a nuove forme espressive nel campo delle arti visive e figurative, in quest'opera inserisce con maestria immagini fotografiche tra i fumetti, mostrando come sono oggi i luoghi padovani illustrati da Lucianetti. Ne è nato un lavoro importante dal punto di vista grafico, una novità che mette assieme il fumetto con la fotografia, anche questa d'autore e professionale vista l'attività di Monari, con un ricerca artistica che lo rende adatto quindi non solo agli studenti ma anche agli adulti che lo leggeranno per curiosità ma anche per approfondire la conoscenza storica padovana. I Da Carrara erano discendenti da una stirpe radicatasi a nord dell'Adige fin dal X secolo, al seguito dell'imperatore di Germani. La signoria Carrarese governò Padova e, sembra, anche in modo avveduto, per circa cento anni, ma ebbe pochi momenti di pace Perdette e riconquistò la città per ben tre volte, consegnandola nel 1319 al vicario dell'imperatore Federico III, nel 1328 a Cangrande della Scala, nel 1388 a Gian Galeazzo Visconti ma riuscendo sempre a ritornare al potere. Ebbe un ampio dominio che nel momento più fulgido andava da Belluno fino ad Este e Monselice e, per alcuni anni, si estese anche a Verona, Treviso e Bassano Venezia, temibilissima vicina, si servì sempre dei Carraresi come cuscinetto tra sé e le grandi signorie del nord Italia. Quando queste cessarono di minacciarla, la distrusse. Addirittura fece scempio di templi e monumenti per far sparire anche il ricordo del loro orgoglio e della loro grandezza Ancora oggi, a differenza degli Estensi, dei Gonzaga e dei visconti, degli Scaligeri, di essi si fa poca menzione nei libri di storia: si parla di più di Ezzelino da romano che dei Carraresi.
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