Truffa Unipol, nodi al pettine

Coppia di Solesino fa causa per la restituzione di 159.000 euro
L’UFFICIO UNIPOL Qui erano state firmate le polizze truffaldine
L’UFFICIO UNIPOL Qui erano state firmate le polizze truffaldine
 
MONSELICE.
L'inchiesta penale è già a buon punto. Intanto arrivano davanti al giudice le prime cause civili riguardanti la mega-truffa da 4 milioni di euro legata alla vendita di contratti del ramo vita per conto di Ugf Unipol, mai registrati. Soldi ormai persi da 110 clienti della Bassa padovana che avevano sborsato migliaia e migliaia di euro a testa per polizze rivelatesi carta-straccia.
 Soldi che i clienti dell'agenzia Unipool, con sede a Monselice, sperano di poter recuperare, almeno in parte. Le prime udienze civili sono già state fissate: il 30 giugno nel palazzo di giustizia di Bologna, città in cui ha sede legale la compagnia assicuratrice, e il 4 luglio davanti al tribunale di Este. È qui che si discuterà la causa proposta da una coppia di Solesino che, difesa dall'avvocato Luisana Malfatti, reclama la restituzione 159.331 euro spesi per l'acquisto di polizze assicurative di durata quindicinnale con la possibilità di riscatto anticipato. Riscatto mai avvenuto perché le polizze risultavano inesistenti: le somme vengono chieste a Ugf Assicurazioni che, il 29 agosto 2007, acquistò Unipol spa subentrando in tutti i rapporti contrattuali. Fino all'11 giugno 2008 l'agenzia monselicense fu gestita dalla società Prefinass snc di Mauro Malachin, 48 anni di Solesino, con Sergio Ferraresi, 58, di Ferrara: entrambi operavano con il mandato di agenti generali Unipol muniti di potere di rappresentanza. Dal 12 giugno 2008 al 16 settembre 2009 l'agenzia passò nelle mani di Malachin come agente individuale. È in quei nove anni che vengono emessi una serie di contratti (certificati di ricapitalizzazione e polizze vita a varie tariffe), omettendo di inserirli nel portafoglio aziendale e non registrandoli nel sistema informatico della compagnia. E pur tuttavia - sostiene la difesa della coppia, l'avvocato Malfatti - quei contratti sono del tutto opponibili alla compagnia assicuratrice in quanto firmati e documentati dalle relative quietanze con timbri dell'Unipol e la firma dell'agente. I due clienti - come tanti altri che ora si ritrovano nelle stesse condizioni - avevano da anni un rapporto fiduciario con l'agente che si recava a casa loro per riscuotere i premi e li consigliava per quanto riguarda gli investimenti nei prodotti assicurativi. Nell'ottobre 2009, venuti a conoscenza che Malachin era stato rimosso dall'agenzia, marito e moglie si erano insospettiti e avevano reclamato il riscatto delle polizze. Inutile. Poco alla volta era venuta alla luce la truffa per circa 4 milioni di euro, mentre tanto Malachin quanto Ferraresi sono risultati proprietari di beni che non possono soddisfare le richieste risarcitorie.

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