Clandestini in fuga verso Padova Già sei fermati arrivano da Lampedusa

Sono tutti tunisini sbarcati dopo il 28 febbraio, tre sono minorenni. Il caso di un ventitreenne che aveva raccontato di aver combattuto il regime di Ben Ali: era ricercato per droga e ora è arrivato il fratello di 17 anni
Immigrati sul molo a Lampedusa
Immigrati sul molo a Lampedusa
PADOVA. Mentre la politica bisticcia sull'uso o meno della caserma Romagnoli per accogliere i profughi, l'invasione silenziosa di nordafricani è già cominciata. Dopo i due minorenni, sabato notte la polizia ha rintracciato in città altri tre tunisini appena arrivati da Lampedusa.


Diciassette anni.
Uno di questi ha diciassette anni. E' stato fermato da un equipaggio delle Volanti verso le 23.30 davanti alla stazione. Il giovane tunisino è stato portato in Questura dove ha raccontato all'interprete di essere arrivato in treno a Padova dalla Sicilia, dove era stato portato dalle autorità italiane. Arrivato con un barcone a Lampedusa il 18 marzo, il giovane ha atteso di essere trasferito per fuggire dalla comunità a cui era stato affidato, con un solo obiettivo: raggiungere il fratello maggiore, 23 anni, sbarcato a Lampedusa il 28 febbraio scorso e ora affidato a una comunità di Selvazzano.


Madre morta.
La polizia si è subito messa in contatto con la struttura di Selvazzano per parlare con il fratello. Il giovane era stato affidato alla comunità perché aveva raccontato al suo arrivo di essere fuggito dalla Tunisia dopo che aveva combattuto il regime di Ben Ali e che i miliziani avevano ucciso sua madre. Racconto che è stato smentito dalla Farnesina, che grazie alle impronte e alla collaborazione dell'ambasciata tunisina è riuscita a ricostruire la vera identità del giovane: è scappato dal Nordafrica per problemi di droga. Ora, molto probabilmente verrà espulso e finirà a zonzo per le strade di Padova.


Ristorante Agadir.
Oltre al minore e al fratello, sempre sabato sera la polizia ha rintracciato in città altri due tunisini clandestini sbarcati lo scorso 18 marzo a Lampedusa. Erano nel ristorante Agadir di via Trieste insieme ad altri nove connazionali, sei dei quali erano senza documenti. I due nuovi arrivati sono stati portati in Questura fotosegnalati e muniti di decreto di espulsione. Uno degli altri sei clandestini, Ahemd Ben Ali, 38 anni (sedicente libanese) è stato arrestato in quanto già espulso. L'invasione è già cominciata.

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