Zaia: "In Veneto solo profughi veri" Domani il vertice Maroni-Regioni
"Già oggi sarò a Roma - dice il governatore - in vista della riunione con il ministro. Parliamo di chi arriva dalla Libia: donne, bambini, uomini in fuga dalla guerra. I tunisini che stanno arrivando in questi giorni offrono uno spettacolo raccapricciante. La soluzione del rifugiato clandestino non esiste, questi vanno rimandati a casa loro"

VENEZIA. Pronti ad accogliere profughi se il governo lo richiede, ma a patto che si parli di profughi veri, che vengono dalla Libia in guerra, di donne, bambini, bisognosi. Quando, dove, come, è il tema che sarà affrontato domani a Roma in un vertice tra i presidenti delle Regioni e il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Lo ha sottolineato oggi il presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, che ha chiarito di nuovo la posizione del suo esecutivo sulla questione profughi.
"Già oggi sarò a Roma - ha spiegato il governatore - in vista della riunione di domani con Maroni e staremo alle indicazioni dettate dal piano del ministro. Parliamo di profughi dalla Libia: donne, bambini, uomini in fuga dalla guerra per salvarsi la vita". Zaia tiene a precisare questo punto: "I tunisini che stanno arrivando in questi giorni offrono uno spettacolo raccapricciante che non avremmo mai voluto vedere. Abbiamo visto qualcuno che buttava via il cibo perché non gli piaceva, una cosa inconcepibile. Quando qualcuno arriva qui con il giubbottino e le scarpe da ginnastica firmate, con il cellulare sempre acceso e poi invoca lo stato di profugo non è accettabile, quello è un clandestino. La soluzione del rifugiato clandestino non esiste, questi vanno rimandati a casa loro".
Sempre sulla Tunisia: "Due mesi fa con la rivoluzione si sono aperte le carceri poi il nuovo governo ha incentivato i carcerati a tornare, ne sono tornati circa il 25%, gli altri non si sa dove siano. Io parlo con i numerosi imprenditori veneti che lavorano in Tunisia: la vita è ripresa normalmente, le imprese stanno lavorando, non c'è la guerra".
Riguardo alle mille voci che si rincorrono sui profughi da sistemare in Italia, Zaia ha osservato: "Abbiamo una colpa in questo Paese, diamo un'immagine di Bengodi, di un Eldorado che non c'è. Tutti i clandestini devono essere rimpatriati". Il presidente veneto ha sgombrato ogni ipotesi di sito o luogo di accoglienza già individuato nel Veneto: "E' presto per dirlo, il ministro sta preparando un piano di accoglienza per 50 mila complessivamente, ma è una fase di preparazione, come queste persone saranno suddivise, regione per regione, non lo sappiamo. Regioni con difficoltà, a esempio proprio il Veneto reduce da due alluvioni o l'Abruzzo terremotato, secondo me dovrebbero essere trattati in modo diverso da altre regioni. Escluderei anche i centri urbani, naturalmente".
A livello locale, un vertice con il prefetto di Venezia, Luciana Lamorgese, ha individuato varie caserme in disuso: "Ma sono tutte strutture fatiscenti, quindi inutilizzabili. Vedremo: se il tavolo è un tavolo di solidarietà per donne, bambini e bisognosi noi ci stiamo". Nel frattempo l'Anci, l'Associazione dei Comuni, (il responsabile immigrazione è il sindaco di Padova, Flavio Zanonato) annuncia che in varie città del Veneto potrebbero essere disponibili siti d'accoglienza per 170 posti complessivamente.
Argomenti:immigrazione
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