Dopo la notte di festa, no-global giù dal tetto

MUSICA, GRIGLIATA E TINTARELLA. I 50 studenti sul tetto del Bo sono scesi ieri in tarda mattinata
«Finisce l'occupazione, ma Zaccaria non pensi che sia finita la nostra protesta». Gli «studenti indisponibili» dei collettivi universitari non si accontenteranno di aver vinto una battaglia, per quanto «storica». Non era mai accaduto che venisse occupato il tetto del rettorato, nemmeno nei turbolenti anni '70. Tanto meno che qualcuno ci passasse la notte. A confermarlo anche Mario, barista del Bo dal 1956. Ieri alle 11,30 i giovani che erano saliti sul tetto martedì pomeriggio hanno levato le tende, i sacchi a pelo e le coperte in cui hanno dormito. Si sono fermati la notte in 50, ma molti altri hanno ballato nel cortile nuovo del Bo fino a notte fonda. «È stata una splendida esperienza, oltre che una vittoria simbolica - hanno sottolineato Sebastian Kohlsheen e Davide Filippi - Molti curiosi sono entrati nel cortile del Bo per capire i motivi dell'iniziativa». Prossimo obiettivo: l'obiezione di coscienza di corpo docente e personale Ata. «Abbiamo scritto un appello a tutte le componenti dell'università, dai professori ai tecnici, per incrociare le braccia contro i metodi autoritari della commissione Statuto» hanno rilanciato. Non sono mancate comunque lamentele da parte di altri studenti. Il primo a dissociarsi è stato il rappresentante dei Giovani Padani, Andrea Biasibetti, studente a Giurisprudenza. «Ognuno è libero di manifestare, ma senza danneggiare gli altri - ha detto - i giovani dei centri sociali hanno impedito a molti di frequentare l'ateneo: per colpa loro martedì mattina il Bo era impenetrabile». Deluso anche il Tribuno del Bo, portavoce dei goliardi. «Ieri notte sono entrato incuriosito nel cortile del Bo, desideroso di parlare con gli occupanti - spiega Nicolò Calore - Mi hanno accusato di essere un fascista. Ho cercato di spiegare che sono un liberale pronto al dialogo: è stato inutile e me ne sono andato. Dubito che con queste chiusure riusciranno ad avere il sostegno degli studenti». (s.var.)
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