Sedicenne salvata dallo stupro

L'arrivo di genitori e fidanzato fa fuggire i due marocchini, poi arrestati
EL MOSTAFA HARIRI. Marocchino di 28 anni
EL MOSTAFA HARIRI. Marocchino di 28 anni
 ESTE.
Sono entrati in casa con la forza, l'hanno immobilizzata e denudata, tentando poi di violentarla. Solo l'intervento dei genitori e del fidanzato hanno impedito che la violenzza sessuale si compisse. E' stata una serata terribile quella vissuta da una ragazza marocchina di 16 anni, residente in un paese della Bassa Padovana ai confini con la provincia rodigina.
 E' venerdì sera e la giovane nordafricana è a casa da sola quando, alla porta, si presentano due connazionali, entrambi di 28 anni. Si tratta di El Mostafa Hariri, regolare di San Bellino (Rovigo), e Abdenbi Harit, irregolare di Vighizzolo d'Este, già noti alle forze dell'ordine in quanto dediti allo spaccio. I due sono amici del fidanzato dell'adolescente e alla ragazza chiedono proprio di poter parlare con il partner. Non è ancora chiaro che tipo di rapporto ci sia tra il fidanzato e i due ventottenni: non è escluso che i due marocchini fossero lì per risolvere una questione con il connazionale. Quando la coppia capisce che in casa c'è solo la sedicenne, con grande insistenza chiedono di entrare. Lei oppone resistenza, intuendo le loro cattive intenzioni. Alla fine riescono ad entrare solo con la forza, facendo pressione sulla porta «armati» di una bottiglia rotta con la quale minacciano la malcapitata. Una volta in casa, la giovane viene immobilizzata e denudata dei pantaloni. Nel difendersi, viene anche tagliuzzata alle gambe dai vetri appuntiti branditi dai malviventi. La sedicenne non riesce però a liberarsi dei due aguzzini. I due marocchini, in preda ad un'evidente eccitazione, si abbassano i pantaloni per violentare la connazionale, ma fortunatamente in quel mentre rientrano i genitori e il fidanzato della minorenne. Hariri e Harit devono interrompere la loro azione e si danno alla fuga. I familiari della vittima, una volta soccorsa e calmata la ragazza, chiedono l'intervento dei carabinieri. Sul posto arrivano in pochi minuti i vicini militari di Carmignano e del Nucleo Operativo di Este, che raccolgono un identikit dei due e il modello di auto utilizzata per la fuga. Per tutta la notte i carabinieri restano sulle tracce dei due aggressori, che vengono pescati a Fratta Polesine, in località Paolino, nei pressi del bar Mulino Al Pizzon. Nell'auto viene trovato un coltello con una lama seghettata da venti centimetri, che però la coppia non avrebbe utilizzato nella violenza alla marocchina, né tanto meno verso le forze dell'ordine. Entrambi vengono arrestati per il reato di violenza sessuale di gruppo, e associati poi al carcere di Rovigo, a disposizione dell'autorità giudiziaria di Padova. Come detto, entrambi avevano già avuto guai con la legge. Harit avrebbe dichiarato alle forze dell'ordine di essere reduce da sette anni di galera per reati legati allo spaccio di droga.

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