I profughi fanno le pulizie e il bucato a mano

Il sindaco Lunghi ieri ha donato un pallone ai 14 ghanesi che sono da qualche giorno al Ceod di Monticelli
LA REGISTRAZIONE. I ghanesi ospiti al Ceod e Rangon con il pallone
LA REGISTRAZIONE. I ghanesi ospiti al Ceod e Rangon con il pallone
MONSELICE. Tutto è filato liscio nelle prime 24 ore di soggiorno dei profughi ghanesi al Ceod di Monticelli. In queste ore la macchina organizzativa si sta mettendo in moto, per far partire il progetto di accoglienza e integrazione, mentre gli ospiti della struttura stanno iniziando ad ambientarsi. Hanno ricevuto la visita del sindaco Francesco Lunghi e quindi di tutti i sindaci del distretto. Hanno chiesto libri da leggere e già nelle prime ore hanno tirato qualche calcio al pallone. Ieri il sindaco ne ha donato loro uno nuovo, da calcio.


Ma i 13 ospiti della struttura hanno già iniziato anche a fare le pulizie ed a lavarsi a mano la biancheria, nell'attesa dell'arrivo della lavatrice. Il sindaco ha tenuto un primo discorso di accoglienza, ovviamente in inglese, mettendo in chiaro soprattutto un messaggio: la struttura del Ceod è nata per ospitare i ragazzi disabili, e quindi dovrà essere mantenuta in buono stato. E gli ospiti hanno ribadito che si impegneranno in questo senso: il loro unico obiettivo, ora, è ottenere lo status di rifugiati e quindi potersi cercare un lavoro, qui o altrove, per mandare soldi alle loro famiglie in Ghana, che da due mesi non ricevono più nulla.


«Nei prossimi giorni i profughi saranno identificati con foto e impronte digitali» mette in chiaro il delegato alla sicurezza Emanuele Rosina. Dal punto di vista organizzativo, per consentire loro di muoversi partirà un progetto di recupero di vecchie biciclette del Comune, in collaborazione con alcuni anziani. «Quanto agli stage lavorativi - spiega il delegato alla Protezione civile Giuseppe Rangon - potrebbe partire un'esperienza in collaborazione con la scuola edile di Stanghella. I profughi erano tutti lavoratori nel settore delle costruzioni.


«Abbiamo raggiunto anche un accordo con l'Uls - continua Rangon - per un nuovo screening sanitario e un'assistenza a tutti alla pari dei nostri cittadini. Anche dal punto di vista dei pasti, forniti dalla casa di riposo, non ci sono stati problemi». Un inghippo si è avuto con la Croce Rossa, la cui partecipazione al progetto pareva in forse per una questione di rimborsi: ma ieri fortunatamente si è risolto il tutto.
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