Via Bernina, al posto delle discoteche arrivano le chiese

Nell’enclave per anni dedicata al «popolo della notte» ora ci sono cinque centri religiosi: quattro africani e uno cinese. In autunno altre due sedi saranno affittate a comunità straniere che ne faranno luoghi di culto
A RITMO DI PREGHIERA Uno dei luoghi di culto in via Bernina Preghiere canti e ritmi scanditi da strumenti tradizionali
A RITMO DI PREGHIERA Uno dei luoghi di culto in via Bernina Preghiere canti e ritmi scanditi da strumenti tradizionali
ARCELLA. Da cittadella del divertimento a cittadella della preghiera. Cambia vocazione via Bernina, all'Arcella, dopo la chiusura delle due ultime discoteche, il Love (ex Pachuca ed ex Spaccone) e l'E-Style (ex Arancia Meccanica). Nell'ampio spazio interno, di proprietà della famiglia Funghi, convivono ben cinque luoghi di culto. E anche i due ex circoli musicali potrebbero diventare centri religiosi visto che sono in corso trattative per nuovi affitti a chiese straniere. E così, già dall'autunno, i luoghi di culto salirebbero a sette. Attualmente delle cinque sale utilizzate per riunioni e celebrazioni religiose, quattro sono gestite da fedeli africani ed una da cinesi che si riconoscono nella Chiesa Cristiana Evangelica. Tra le quattro frequentate da immigrati dall'Africa nera, tre sono gestite da nigeriani che si esprimono in inglese (All Christian Fellowship, Christ Apostol Church for Good Mission ed Holy Covenant Adoration Church), mentre una è di una comunità religiosa in lingua francese e si chiama Centre Evangelique Esperance de la Gloire.


I fedeli stranieri arrivano in via Bernina solo sabato, domenica e nei giorni in cui vengono organizzati raduni religiosi. I più tranquilli sono i cinesi che, per i loro riti, utilizzano una sala al primo piano a fianco dell'ingresso del Centro Giochi Mappaluna. I più vivaci sono i nigeriani. Tant'è che sono fioccate le prime proteste dei residenti contro gli schiamazzi che farebbero i fedeli ogni volta che arrivano all'interno di quello che una volta era il regno incontrastato del «popolo della notte». «Ma quali schiamazzi - osserva Festus, uno dei coordinatori della chiesa Christ Apostol - Noi ci riuniamo solo per pregare assieme. Spesso con i nostri bambini. Qualcuno dei vicini ogni tanto mugugna perché cantiamo ad alta voce e suoniamo i nostri strumenti tradizionali. Siamo gente onesta e pacifica che rispetta la volontà del Signore».


Sulla svolta in atto nella cittadella di via Bernina prende posizione anche il responsabile dell'associazione Mappaluna. «Non ho niente contro chi viene qui a pregare nel nome della pace e della fratellanza cristiana - osserva Norino Romito - Vorrei solo ricordare al Comune che, una volta chiusi tutti i circoli-discoteche, non sarebbe giusto dare semaforo verde solo ai gruppi religiosi stranieri. In via Bernina restano spazi per organizzare eventi per i giovani che spesso non sanno dove andare».
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