L’Ascom contro i baristi “disonesti”: «Sfregio alla tradizione»

Il presidente dell’associazione di commercianti Fernando Zilio è duro: “Così stanno rovinando una tradizione della nostra città. Prosegue la nostra lotta alla contraffazione”

PADOVA. ''E' soprattutto uno sfregio alla cultura e alla tradizione, per cui doppiamente censurabile''. Sullo spritz ''tarocco'' che ha portato la Guardia di Finanza a denunciare per frode in commercio nove baristi padovani, interviene il presidente dell'Ascom Confcommercio di Padova, Fernando Zilio.

''Al di là della frode in se stessa - spiega - ciò che ravviso nel comportamento scorretto dei nove baristi è l'attacco ad una delle peculiarità della nostra città. Purtroppo sono comportamenti come questi che, di fatto, 'autorizzano' la piazza a diventare banale luogo di consumo di alcol, magari portato da casa nelle damigiane, piuttosto che luogo di socialità, finendo per sfociare nel degrado che è poi quello che, ogni giorno, mette a rischio le attività commerciali dell'area attorno alle piazze e nel Ghetto''.

Ma il ragionamento di Zilio va oltre lo spritz. ''Purtroppo - conclude il presidente dell'Ascom - la contraffazione è una piaga che ha molti facce, ma tutte conducono, irrimediabilmente, ad un solo risultato: quello di abbassare non solo il livello della qualità dei prodotti, ma anche il nostro livello di civiltà. Non solo, ma come sempre per il gioco delle luci e delle ombre l'azione scorretta di pochi finisce per colpire e danneggiare l'immagine e il lavoro dei molti onesti baristi del centro cittadino''.

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