Ici, Chiesa padovana all’attacco: «La paghiamo: oltre 660 mila euro»

La diocesi interviene nella polemica dopo le parole del vescovo Mattiazzo. E lo fa con uno speciale della «Difesa del popolo»: ecco tutte le cifre e gli immobili di proprietà ecclesiastica

PADOVA. Sulla polemica del pagamento dell’ici per i beni ecclesiastici la Diocesi di Padova non si tira indietro. Anzi, parte all’attacco. E lo fa attraverso il settimanale diocesano «La difesa del popolo», venduto nelle edicole e nelle parrocchie. «Ecco l’Ici che paghiamo» è il titolo a caratteri cubitali che campeggia sulla copertina del numero che uscirà domenica 18 dicembre.

Dopo l’intervento del vescovo Mattiazzo alla festa della Madonna dei Noli, « la Chiesa di Padova conferma quanto già affermato in passato: ossia che paga le imposte sugli immobili così come prevede la legge - si legge sulla nota della diocesi - Per quanto riguarda l’esenzione i riferimenti normativi sono due: la legge del 1992 e il regolamento comunale, per Padova approvato nel 1998 e successivamente modificato con deliberazioni consiliari l’ultima delle quali risalente all’anno 2008».

Secondo le leggi l’esenzione dal pagamento dell’Ici è perciò possibile alle seguenti condizioni: che si tratti di enti non profit (non commerciali), e gli enti ecclesiastici, in Italia rappresentano il 4 per cento degli enti non profit; che tali enti svolgano all’interno degli immobili oggetto dell’esenzione esclusivamente attività di tipo assistenziale, previdenziale, sanitario, didattico, ricettivo, culturale, ricreativo, sportivo ancorché in forma commerciale; che tali attività siano gestite direttamente dall’ente proprietario degli immobili dove le stesse vengono esercitate.

Sul settimanale diocesano dunque ecco l’elenco e l’ammontare dei pagamenti Ici della Chiesa di Padova per le quattro principali entità: Diocesi, Ente Seminario, Movimento apostolico diocesano, Istituto diocesano di sostentamento del clero. Sommando l’Ici pagata dalle prime quattro principali voci diocesane e da 360 parrocchie su 459 (non tutte infatti si riferiscono al medesimo studio commercialista) «nel 2011 l’Ici dovuta e versata è stata pari a 660mila euro e spiccioli».

E l’inchiesta prosegue: «Sembra un paradosso, ma l’Ici la pagano anche le cucine economiche popolari, e nemmeno poco: per l’esattezza sono 9.046 gli euro che gravano sulla struttura per via di una delle tante astrusità della legge. Non che manchi, evidentemente, la finalità assistenziale. Ma non essendo le cucine proprietarie dell’immobile, la norma non prevede esenzioni».

Complessivamente invece il Mad, Movimento apostolico diocesano, (associazione laicale ecclesiale), a cui fanno capo tra l’altro Casa Pio X e la multisala PIO X, ha pagato quest’anno per le sue proprietà 48.868 euro di Ici. Mentre per l’ente Diocesi: «la spesa Ici complessiva assomma nel 2011 a 32.400 euro. Sono esenti il Vescovado, le ex case canoniche adiacenti alle chiese del centro storico non più parrocchie (San Gaetano, San Luca, San Clemente, San Massimo, via San Pietro) in quanto pertinenze di luogo di culto e poche altre proprietà, tra cui i monasteri di Montegalda e Cogollo del Cengio, la Casa del clero dove risiedono i sacerdoti anziani, la Casa Madre Teresa di Calcutta a Rubano». Mentre l’Ici viene regolarmente pagata «per tutti i locali di piazza Duomo affittati a esercizi commerciali»: dalla pasticceria alla Libreria San Paolo Gregoriana, ecc., con l’unica agevolazione prevista dalla legge per tutti gli edifici vincolati dalla Sovrintendenza e quindi considerati di valore storico: cosa che vale per qualsiasi altro privato cittadino».

Regolarmente soggette al pagamento dell’Ici sono altre proprietà immobiliari affittate in città, come pure soggetto all’imposta comunale è lo stabile di via Cernaia che ospita Telechiara, la Difesa del popolo, Bluradio, Nordest pubblicità, Unitelm, su cui si pagano ben 10.305 euro.

L’ente Seminario paga regolarmente l’Ici sulle proprietà giunte nel corso del tempo sotto forma di lasciti o di investimenti. Complessivamente nel 2011 l’importo dell’Ici è stato di 36.160 euro. Per quanto riguarda l’Istituto diocesano sostentamento del clero, il cui patrimonio è utilizzato per statuto al sostentamento del clero, per il 2011 ha versato 305.916 euro di Ici. Un totale che compresa l’ci pagate da 360 parrocchie ammonta a circa 660mila euro.

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