Il Centro sportivo Brentella devastato dai ladri

Incursione pomeridiana nella struttura di via Pelosa durante l’intitolazione al poliziotto Raciti. Il questore: «Diventerà simbolo della legalità»

CHIESANUOVA.

Ancora un’incursione dei ladri al Centro sportivo Brentella di via Pelosa: martedì pomeriggio i predoni sono penetrati negli spogliatoi della struttura ed hanno portato via le scarpe ai giocatori del Calcio Padova (in quel momento giocavano gli atleti classe 1996). Non si allenta dunque la morsa criminale sui rioni di Chiesanuova, Montà e Brentelle. Alcuni giorni fa (il 28 febbraio) i ladri avevano colpito per ben tre volte il quartiere, rivolgendo le loro sgradite attenzioni ad un bar in via Chiesanuova (il bar Rosa), alla casetta prefabbricata nella pista di Bmx al parco Brentelle, e infine alla palestra di pallavolo del vicino centro sportivo.

Al bar Rosa hanno scassinato la porta d’ingresso, stessa sorte hanno subito, all’interno del locale, le macchinette dei videogiochi; i malviventi sono riusciti ad impadronirsi di ben 900 euro, rimasti nel dispositivo cambiamonete. Tuttavia questa ondata di criminalità stride con l’intitolazione del centro sportivo Brentella alla memoria di Filippo Raciti, l’ispettore capo di polizia morto a Catania nel 2007 durante un violento scontro tra tifosi. In questi giorni la giunta ha deliberato di intitolare il centro di via Pelosa alla memoria del giovane in divisa per sottolineare il significato pulito dello sport, quello che dovrebbe stimolare un tifo ispirato a regole etiche ed al rigetto di ogni violenza. Tanto che il questore Vincenzo Montemagno, durante l'intitolazione, si è rivolto al parco come «luogo che diventerà un simbolo, un inno alla legalità: lo sport è vita e non può essere inteso in altro modo». Proprio per il valore simbolico attribuito al parco ed alle strutture sportive al suo interno, l’assessore allo sport Umberto Zampieri ha reagisce con grinta agli ultimi blitz dei aldri. «Stiamo ragionando sull’ipotesi di dotare il parco di videosorveglianza – esordisce – In vista della nuova infornata di telecamere. Ad oggi non abbiamo raccolto proteste o lamentele da parte delle associazioni e dei genitori, ma ci preoccupiamo lo stesso perché non sono episodi da sottovalutare. Al parco di via Pelosa ci sono due custodi, ma la zona è vasta e aperta e non possono sorvegliarla tutta nello stesso tempo». L’esponente del Pd ricorda poi le scorribande della «Mdm», la gang di giovani e giovanissimi che si firmava «la mafia di Mortise», sgominata la scorsa estate dalla squadra mobile dopo aver messo in ginocchio le strutture sportive cittadine (soprattutto all’Arcella dopo l’incendio al Colbachini e a Mortise con le fiamme date alle strutture del Plebiscito). «Quella banda è stata brillantemente catturata dalla polizia – scandisce Zampieri – E siamo fiduciosi che accadrà anche per questa seconda ondata di delinquenza. Il fatto che siano episodi meno gravi non li rende meno importanti».

Elvira Scigliano

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