Mattonelle rotte, cocci di bottiglie: il degrado in piazza Cavour

Proteste sempre più accese di negozianti e ristoratori della storica piazza del centro: «Degrado senza precedenti, il Comune faccia qualcosa»
CARRAI - DEGRADO PIAZZA CAVOUR
CARRAI - DEGRADO PIAZZA CAVOUR

PADOVA. Piazza Cavour: gli ultimi lavori effettuati pochi mesi fa, con la sostituzione delle panchine, non sono serviti a niente. Quella che una volta era il salotto buono della città, oggi è diventata la piazza simbolo del degrado in centro storico. Le piastrelle rettangolari, in pietra ecocompatibile, sono già rovinate. Specialmente quelle che sono state rimesse ai margini del perimetro della piazza. I «tondini» per l’illuminazione a terra, si sono trasformati in contenitori per le cicche delle sigarette. Sulle mattonelle sono tornate le macchie di sporco e di umido. Per non parlare, poi, del degrado sia diurno che serale, creato dai giovani che si scolano bottiglie di birra e di vino davanti ai passanti e ai turisti: lattine e bottiglie vuote sul pavimento, cartacce, fazzolettini e rifiuti di tutti i tipi.

Di fronte al nuovo degrado di piazza Cavour, con l’arrivo della bella stagione, residenti e commercianti sono tornati alla carica nel chiedere all’amministrazione comunale interventi più radicali sia per tenere lontano dallo spazio balordi e sfaccendati, che per risistemare ancora una volta una piazza ridotta in pessime condizioni. Sono anni ormai che il giornalaio Mario Bertolini, i gestori del ristorante Pe Pen Franco e Andrea Schiavo, e lo stesso Arman Tiouri gestore del caffè Cavour, chiedono agli amministratori di Palazzo Moroni di risistemare completamente la storica piazza. Ad esempio i titolari del Pe Pen insistono a sostenere che le panchine dovrebbero essere eliminate per sempre, perché calamite naturali per balordi, mentre l’edicolante continua ad invitare i rappresentanti delle istituzioni a tenere più sotto controllo l’ordine pubblico.

«Specialmente quando calano le tenebre, ne vedo di tutti i colori – spiega il giornalaio – Davanti e dietro alla statua si accalcano numerosi ragazzi di 15-16 anni, che si accompagnano a nordafricani più grandi, evidentemente, solo perché hanno voglia di fumo. Pochissime settimane fa mi ha fatto una gran pena veder vomitare una ragazzina, che si era ubriacata. Non è uno spettacolo esaltante osservare davanti alla mia edicola tanti giovani, tra cui numerosi figli d’immigrati, restare ore intere attaccati al collo della bottiglia e fare i bulli tra loro». Bertolini prosegue con alcuni suggerimenti alle forze dell’ordine, in modo particolare ai vigili. «Le forze di polizia intervengono spesso in piazza e fanno quello che possono. Ma, per far tornare la piazza com’era un tempo, gli uomini della polizia municipale dovrebbero affrontare il problema con un approccio diverso. Innanzitutto restando in piazza , continuamente, dalle 17 alle 22, e controllando i documenti dei minorenni scansafatiche, dovrebbero contattare subito i genitori».

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