Il Comune, più lavoro grazie ai voucher

Danno copertura assicurativa. In tema di lavoratori socialmente utili, Este di recente aveva 13 posti: ne ha coperti solo due
Di Nicola Cesaro

ESTE. Lavori socialmente utili, arrivano i voucher del Comune. Buoni lavoro, del valore di 10 euro, che permettono di remunerare il cittadino ma anche di assicurare il pagamento di Inps e Inail. Nell’ultima giunta comunale, il Comune ha deciso di comprare un primo lotto di voucher per un valore di 5 mila euro, con la possibilità di acquistarne anche un secondo “pacco” sempre dello stesso valore. «Questi buoni sono riservati a quei lavoratori rimasti senza occupazione e ai cittadini in situazione precaria – spiegano il sindaco Giancarlo Piva e l’assessore Silvia Ruzzon – che svolgono prestazioni occasionali per l’ente comunale». Lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzioni di edifici, custodia a mostre e siti artistici, servizi di viabilità: sono questi i principali settori in cui il Comune si avvale di lavoratori socialmente utili.

«Era tuttavia difficile inquadrare, anche ai fini fiscali, questo tipo di lavoratori – continuano – Questi voucher risolvono il problema: il valore di 10 euro si dividerà in 7,50 euro di compenso netto per il cittadino e in 2,50 di contribuzione per Inps e Inail». E in questo senso Piva lancia l’invito: «E’ uno strumento che può essere utilizzato anche dai privati e che aiuterebbe a risolvere la pecca del lavoro nero».

A proposito di lavoro socialmente utile, già nei mesi scorsi un progetto regionale aveva previsto “l’assunzione” di tredici cittadini per il Comune di Este. L’esito è stato quasi clamoroso: solo due cittadini hanno trovato spazio nella macchina lavorativa comunale. Il motivo? «Abbiamo richiesto al Centro per l’Impiego tredici posizioni – spiega Piva – Il centro ci ha inviato una lista con diciassette nominativi di persone in mobilità. Ai colloqui si sono presentati in dieci, poiché sei erano già in servizio altrove e uno ha deciso di non rispondere». Il suo nome è stato ovviamente segnalato alla Guardia di Finanza, in quanto un lavoratore che percepisce la mobilità è tenuto a svolgere 20 ore settimanali di lavoro gratuito, qualora fosse “scelto”.

«Solo quattro lavoratori sono stati rienuti idonei – continua il sindaco – ma abbiamo poi scoperto che uno di questi lavorava già per un altro Comune. Uno dei tre rimanenti ha infine presentato certificati medici dopo qualche giorno di lavoro e dunque ci siamo ritrovati con due sole persone, peraltro disponibilissime e veramente in gamba». Una serie di anomalie, queste, che confermano la viziosità e i limiti del sistema. Per completare il quadro dei lavoratori socialmente utili nell’Estense, è curioso segnalare come siano già sei i cittadini che hanno chiesto di prestare servizio in Comune per recuperare i punti della patente. Una convenzione tra l’ente locale e il Tribunale di Padova permette di poter “pulire” la propria patente, qualora si fossero persi punti per reati sulla strada, impegnandosi in lavori utili alla collettività. «L’idea è quella che il Comune non fa assistenzialismo – chiude Piva – ma dà possibilità di crescita e di riscatto a qualsiasi cittadino».

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