Cortivo, scoppia la rivolta dei ragazzi «Diplomi inutili»

Secondo l’Adiconsum, «gli amministratori dell’istituto professionale privato Cortivo (50 mila studenti, 33 sedi sparse in tutta Italia e 200 docenti specializzati), attraverso una pubblicità “ingannevole e subdola”, hanno bidonato molti studenti e disoccupati. Sono già cento i giovani padovani che si sono rivolti agli sportelli dell’Adiconsum di via del Carmine. Ma in tutta Italia i coinvolti potrebbero essere circa mille.
Così, ieri, l’associazione dei consumatori della Cisl ha organizzato, al teatro San Carlo, un’assemblea generale di quanti sono rimasti delusi dalla scelta di avere sottoscritto un contratto con la scuola di via Ramin 1, a Montà. Sono arrivati giovani persino da Viterbo. Dietro al tavolo Roberto Nardo e Antonio Imbriani, della Cisl, Pietro Giordano, segretario nazionale dell’Adiconsum. In sala circa 50 ex studenti del Cortivo. Tra loro tre ragazze padovane, Lucia Donà, Santa Cannito, Monica Velico ed una vicentina di 19 anni, originaria dell’Africa, Annette Awerè. «Ho già rescisso il contratto, ma adesso quelli del Cortivo pretendono da me cinquemila euro attraverso un’azione legale», ha detto Monica, «e chi poteva immaginare che il diploma di formazione professionale firmato Cortivo non fosse stato mai riconosciuto dalla Regione come titolo di studio?».
Stessa storia per Hannette. «Anche da me vogliono ancora cinquemila euro perché ho rescisso il contratto», ha sottolineato la diciannovenne, «dove vado a prendere tutti questi soldi?».
Durissime le relazioni di Nardo, Imbriani e Giordano. «Che squallore», ha commentato Nardo, «speculano sulle speranze di lavoro dei giovani. Promettono il raggiungimento di un diploma che non è riconosciuto da nessuna Regione. Pertanto l’attestato rilasciato dal Cortivo è solo carta straccia».
Pesante anche il commento di Piero Ruzzante: «Presenterò un’interpellanza urgente» ha detto il consigliere del Pd, «non mi sembra che la Giunta veneta abbia mai fatto qualcosa di concreto per correggere la posizione sbagliata che l’istituto Cortivo continua a tenere con i vecchi e nuovi iscritti.
Immediata la reazione dei dirigenti della scuola di Montà. « Il Cortivo ha decine di migliaia di studenti in tutta Italia», osserva l’avvocato Antonio Licciardello, «è fisiologico che fra tanta gente ci siano alcuni scontenti. D'altronde solo cinque casi sono finiti in Tribunale. Nei vari contenziosi abbiamo sempre vinto noi. Sino ad oggi il verdetto dei giudici ci è stato sfavorevole solo una volta. Comunque abbiamo già richiesto l’appello».
Il caso Cortivo finirà anche sugli schermi televisivi nazionali. Se ne stanno già occupando le Iene. (f.pad.)
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