Dopo Padova-Gubbio: se Rocky non è un film

Il commento di Leandro Barsotti alla partita che ha visto i biancoscudati battere con un secco 3-0 la squadra umbra retrocessa in C
BARSOTTI PADOVA-GUBBIO STADIO EUGANEO dal canto qua-qua 1
BARSOTTI PADOVA-GUBBIO STADIO EUGANEO dal canto qua-qua 1

Alessandro Dal Canto, nella conferenza stampa di venerdì, aveva detto: «sono come Rocky Balboa, ne ho prese tante da Apollo, ma lotterò fino all'ultimo pugno». Così mi sono voluto rivedere il film di Sylvester Stallone, per cercare analogie tra il pugile italoamericano e l'allenatore castellano del Padova.

Rocky, nel primo (il più bello, 1976) dei sei film di successo, ha una missione impossibile: battere Apollo, un bestione feroce. L'incontro di boxe sarà violento, appassionante, incerto fino alla fine: Rocky cade ma si rialza più volte, ha il volto tumefatto ma combatte fino a finire l'incontro in piedi. D'accordo, perde ai punti, ma non va ko. E il pubblico lo applaude e lo saluta come un eroe. Dal Canto, come Rocky, ha combattuto un campionato pieno di colpi di scena (mettetici anche il casino del calcioscommesse), a volte è caduto, a volte ha sbagliato, ma poi si è sempre rialzato. Sa bene che le probabilità di entrare nei playoff sono ridotte ai minimi termini (nelle pagine a seguire vi spieghiamo perchè). Però sa di aver lottato fino alla fine, e soprattutto sa che finirà in piedi il suo combattimento. Eppure c' è una cosa che non quadra.

Se il pubblico del film fischia, applaude, urla, ride e attraversa una serie di emozioni per concludere comunque con l'applaudire il perdente Rocky, qui da noi il pubblico pare sempre infelice, insoddisfatto, critico e pesante. Anche ieri. Questo non è un film, e questa non è nemmeno l'America dove lo sport è considerato spettacolo, o come dicono loro «entertainment». E il concetto di stagione positiva da loro è legato al fatto se ti sei divertito, non se hai vinto il campionato. Probabilmente dirò cose impopolari, perdonatemi. Faccio fatica a concepire una tribuna che dopo dieci minuti fischia, offende, deride un ventenne che non riesce a entrare in partita. Che senso ha? Che cultura è? Lo aiuti? Faccio fatica a concepire una tifoseria che continua a inveire contro un allenatore (ieri persino dopo il 3-0, tanto che lui ha fatto con le mani il cenno: state zitti).

Dal Canto forse non entrerà nei playoff ma comunque ha fatto 63 punti (e il Padova in B non li aveva mai fatti). Faccio ancor più fatica a sentire (purtroppo anche leggere) critiche al presidente Cestaro che è un uomo con una passione immensa e che ci ha donato un divertimento, rimettendoci dei soldi. Gli si fa ogni anno un processo di piazza, una cosa assurda: ma lui si vede che ci ha fatto il callo e chissà, penserà che fa parte del calcio ogni forma di barbarie. Sta lì, subisce, risponde, si addolora. Resiste. Per tornare a Sylvester Stallone, vi ricordate come va Rocky II? Il nostro Balboa si riposa un po’, poi torna sul ring per un’altra battaglia all’ultimo sangue. E stavolta vince.

Argomenti:calcio padova

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova