«Più carabinieri in strada» I sindaci lanciano l’appello

Dopo il caso del tabaccaio di Civè, è allarme criminalità in tutto il Piovese Recaldin chiede ai colleghi della Saccisica di firmare un patto per la sicurezza
Di Elena Livieri
BELLUCO.CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO CORREZZOLA
BELLUCO.CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO CORREZZOLA

PIOVE DI SACCO. «La sicurezza è una questione che ci riguarda tutti, non solo il comune di Correzzola»: è da questa riflessione del vicesindaco e assessore alla sicurezza di Piove di Sacco Andrea Recaldin che è nata l’idea di condividere un documento unitario di tutti i Comuni della Saccisica per chiedere che vengano rafforzati i presidi delle forze dell’ordine sul territorio. È evidente che il fatto occorso a Civè tre settimane fa, quando il tabaccaio Franco Birolo ha sparato contro uno dei ladri che stava rubando nel suo negozio, uccidendolo, è solo la punta di un iceberg che va ben oltre i confini di Correzzola. La questione della sicurezza interessa tutti i paesi dove è uno stillicidio quotidiano di furti e episodi di piccola o grande criminalità. Solo nell’ultimo week end tre attività commerciali sono state bersaglio dei ladri: a Saonara, Piove di Sacco e Codevigo sono stati presi di mira due tabaccherie e un magazzino. «L’esigenza di rafforzare la presenza di forze dell’ordine sul territorio», conferma Recaldin, «si è imposta a seguito di quanto successo a Civè, tuttavia ci rendiamo conto, e i fatti di questi ultimi giorni stanno lì a dimostrarlo, che è un problema che interessa tutto il Piovese, nessun Comune può dirsi esente dal pericolo. Per questo abbiamo pensato con il sindaco e il vicesindaco di Correzzola, di coinvolgere tutti i colleghi per chiedere un maggior numero di carabinieri per l’intera area della Saccisica. Non solo a Codevigo, ma anche in altre stazioni di carabinieri è necessario rimpinguare il personale e dobbiamo presentare una richiesta condivisa e forte». Piove di Sacco si è dotata con altri comuni, Brugine, Arzergrande, Pontelongo e Sant’Angelo, di un sistema di videosorveglianza, ma non basta: «Le telecamere costituiscono un ausilio importante per le indagini e funzionano anche come deterrente», osserva Recaldin, «tuttavia non possiamo pensare che possano sostituire il lavoro delle persone, la funzione che svolgono i carabinieri con la loro presenza costante e sistematica per le strade». Intanto a Correzzola si è ancora in attesa che venga convocato il Comitato provinciale per la sicurezza: «Dal Prefetto abbiamo avuto rassicurazioni che si farà il prima possibile», la garanzia del sindaco Eric Sturaro, «il periodo è particolarmente delicato per via delle elezioni, credo e spero che appena terminati i ballottaggi sia fissata la data per l’incontro. È un segnale importante che la cittadinanza si aspetta da parte delle istituzioni», sottolinea Sturaro, «e speriamo che porti anche a un miglioramento della situazione». Le buone intenzioni, stavolta, non saranno sufficienti.

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