L’argine dell’alluvione ritorna percorribile
È stata chiusa, a un anno e mezzo di distanza dall’alluvione, la ferita più vistosa ancora visibile a Roncajette. Da oggi, infatti, è finalmente possibile percorrere il tratto d’argine dal quale il 2 novembre 2010 fuoriuscirono migliaia di tonnellate d’acqua che travolsero Roncajette, Casalserugo e Bovolenta. «Siamo tornati alla situazione precedente l’alluvione», spiega il sindaco di Ponte San Nicolò Enrico Rinuncini, «la strada è percorribile per i residenti di Ponte San Nicolò e Casalserugo». I lavori di ripristino sono iniziati a ottobre: l’argine ricostruito è stato rinforzato con una diaframmatura in cemento. Costo dell’opera: un milione e 600 mila euro.
Non solo la strada: è tornato alla normalità anche il canale Maestro, che scarica nel Bacchiglione le acque interne di Padova. Chiuso dal giorno dell’alluvione, si univa al fiume solo grazie al lavoro delle idrovore, con costi energetici considerevoli per il Consorzio di bonifica. Ora, il Maestro, può tornare a servirsi del suo sbocco naturale. «Per noi è un momento storico», racconta Rinuncini, «si chiude fisicamente questa grossa ferita: ma ne rimangono altre ancora aperte». Oltre alla preoccupazione per la sicurezza degli argini e per il fronte discarica, rimane l’incertezza per alcune opere pubbliche: «Non abbiamo ancora certezze sui finanziamenti per il rifacimento del ponte di via Giotto».
Ancora aperto il capitolo per i risarcimenti a cittadini e imprese: «Su 172 fascicoli, 60 sono già stati consegnati e liquidati, per gli altri c’è tempo fino al prossimo 15 luglio». (an.c.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








