Coca e sesso, l'avvocato sotto accusa su Facebook: «Io sono sereno»

PADOVA. «Io sono sereno. Baci a tutti». E giù una sfilza di commenti di amici e conoscenti. Sono le 17 quando Davide Bergo, l’avvocato arrestato e accusato di detenzione di droga ai fini spaccio, scrive sulla sua bacheca di Facebook. «Sono orgoglioso della mia onestà e di tutta la gente che in questo momento mi sostiene. Sono solo preoccupato per mamma». E via ancora commenti, abbracci, attestati di stima e solidarietà.
«Davide si dichiara completamente estraneo ai fatti, ha reso l’interrogatorio davanti al giudice e la perquisizione a casa sua ha avuto esito negativo. Nega di aver mai avuto alcun coinvolgimento con minori o di aver mai venduto droga a chicchessia». Carlo Covi (in foto) e Alberto Toniato, i legali scelti da Davide Bergo, respingono tutte le accuse.
«La telefonata che ha innescato l’inchiesta è quella in cui lui fa riferimento ad un fantomatico ragazzino: in realtà si trattava di una persona di 28 anni. Abbiamo chiesto la revoca della misura cautelare e valuteremo le richieste da fare al pm. I poliziotti si sono presentati a casa sua all’una di notte tra lunedì e martedì. Sono state perquisite sia l’abitazione che l’auto e non è stato trovato nulla. Ci auguriamo che il gip abbia la serenità per rivalutare la situazione tenendo conto di tutto questo». Poi i due legali passano all’attacco: «Evidentemente sono risultate pregiudizievoli le sue frequentazioni, che però fortunatamente ancora non hanno la caratteristica del reato. Il caso di Davide potrebbe essere il caso di moltissimi concittadini che hanno confuso i vizi con le virtù ma non per questo sono da processare. Lui, dopo aver dichiarato la sua estraneità ai fatti contestati, ha ripetuto più volte che ci tiene alla sua professione».
Davide Bergo, cresciuto in una famiglia modesta, studente-lavoratore, è riuscito a laurearsi in Giurisprudenza e a intraprendere il lavoro di avvocato specializzato nella tutela dei minori. «Gode della stima massima di tutti i colleghi», ci tiene a sottolineare Carlo Covi, «la non omologazione sessuale e le abitudini di via proprie non sono reato ma la società ha bisogno di tanto in tanto di un capro espiatorio». Il legale arriva addirittura a citare la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: «Nessun individuo potrà essere potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze e lesioni».
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