Microstorie: viaggio in tram con una strana coppia e Quasimodo
PADOVA. Lui, tipo alto e robusto assai, in completo grigio, panama e bastone a sostenerne la veneranda, traballante data di nascita; sguardo azzurro tra il curioso e l'ironico. Lei, in età appena più verde, oltremodo smilza, piccolina, sgangherati capelli rossastri, faccia storta, andazzo vistosamente malmostoso. I due sono assieme. Salgono in tram, dal centro all'Arcella, all'ora serale di punta e vengono inghiottiti da uno spintonante magma umano. Lui è a proprio agio, si fa spazio, si piazza in buon equilibrio e attacca elegante bottone di prossimità con divertita e divertente parlata napoletana. Fa sorridere una bionda cinquantenne e il guapo in giubba jeans e occhiali da sole che la ressa gli ha incollati al fianco. Mentre gli altri tirano le orecchie, pronti a raccogliere. A partecipare. Ché anche la padovana ritrosia grazie a dio ha dei limiti.
Intanto lei sbuffa come un cammello, sta aggrappata con mani rapaci alla ringhiera e, rivolta a lui: "qui mi schiacciano, che schifo, dove mi metto, cado, potevamo prendere il taxi" e via con avvelenato e recriminante bofonchio. Lui, sorridendo, coram populo et tram le dice, indicando un giovanotto che con cortesia d'altri tempi se ne sta inchiodato al sedile: "approfitta per accomodarti sulle sue ginocchia, ché potrebbe essere la tua ultima occasione". La malmostosa lo guarda in tralice, con la conciliante espressione di un lanciafiamme. Lui sorride beato e continua il suo vivace partenopeo conversare, intrecciando domande e risposte con mezzo tram. Il quale mezzo tram viene così a sapere che il signore ha 92 anni ed è di Napoli, la signora è di Udine e che i due non sono marito e moglie, San Gennaro non voglia!, ma solo - diciamo - fidanzati. "Ah, sapeste che donna era mia moglie... no come questa qui, sempre col viso storto....." e via. Col che vien da capire il pessimo umore di lei.
Poi di colpo succede qualcosa, come attraversati da un'onda magnetica, entrano in risonanza, solo loro, peraltro distanti l'uno dall'altra. E: "Ogni uomo sta solo sul cuor della terra", di colpo declama lui, con un volume che fa girare anche il più intronato dei passeggeri; "trafitto da un raggio di sole", risponde lei, liberando una voce decisa e armoniosa; "ed è subito sera", conclude lui. Tirando il collo per guardarsi sopra, sotto, di fianco alle teste dei presenti, si sorridono, e si sorridono ancora. Il tram sprofonda in un momenti di stupore trasognato. La signora bionda e il guapo incrociano lo sguardo e il ragazzotto: "... i napoletani hanno una marcia in più di noi polentoni, c'è poco da fare", e scende.
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