Sciame sismico, altre due scosse nel pomeriggio Monitoraggio al Santo, le cupole sono sicure

La terra trema ancora.  Famiglia sfollata a Masi. Chiusa la palestra della scuola Stefanini. Si  allargano le crepe al santuario del Noce a Camposampiero

PADOVA. Domenica 3 giugno. Altre due scosse nel pomeriggio sempre nella pianura Padana-Emiliana sono state avvertite anche a Padova. La prima è delle 17.59, magnitudo 2.2, con epicentro tra Modena e Mirandola. L'altra è giunta pochi minuti dopo, alle 18.12, magnitudo 2.3, con epicentro a Centro (Ferrara).

Continuano alacremente i lavori per la messa in sicurezza della Basilica del Santo, entro mercoledì sarà pronta la galleria per consentire il transito dei pallegrini in vista delle celebrazioni del 13 giugno. Nel frattempo continua il monitoraggio dei danni in città e provincia, causati dall'ultima scossa di terremoto di martedì scorso. In città è stata chiusa la palestra della scuola Stefanini. A Masi una famiglia di origini marocchine è stata sfollata: la loro abitazione è stata dichiarata inagibile. A preoccupare, intanto, a Camposampiero sono le vistose crepe sulle pareti del Santuario del Noce. Crepe che come ha riferito padre Svanera hanno procurato gravi danni alla struttura e agli affrescgi di Girolamo Dal Santo. Interviste e approfondimenti sul mattino di Padova in edicola.

 

Sabato 2 giugno. L’Emilia continua a tremare, anche se cala l’intensità delle scosse. Lo «sciame sismico» si sta infatti affievolendo: stanotte tra mezzanotte alle 6,30 sono state 17 le scosse, quasi tutte con una magnitudo che non ha superato i 3 gradi. Solo una, il cui epicentro è stato registrato fra le campagne tra Modena e Mantova, ha raggiunto magnitudo 3.5. Tuttavia la paura di altri forti scosse e lo shock dei due terremoti tiene migliaia di persone fuori casa, accampate nelle tendopoli della Protezione civile e nelle tende da campeggio.

A Padova è arrivato l’elevatore meccanico che servirà a monitorare le cupole della basilica del Santo, leggermente lesionate dal sisma. E sono arrivati anche le strutture (60 metri di tubi) per realizzare il «tunnel» che proteggerà i pellegrini in vista della festa del 13 giugno (guarda il progetto). In provincia nuovo allarme a Ponte San Nicolò: è stata chiusa la scuola elementare di Roncaglia, dopo un sopralluogo dei Vigili del fuoco. A Perarolo di Vigonza transennato ieri il campanile della chiesa.

Il mattino continuerà a seguire l’evolversi della situazione in Veneto con aggiornamenti ora per ora.

Ore 17.00. Riapre la scuola Marconi a Ponte San Nicolò. Rientro a scuola lunedì mattina per l’ultima settimana di lezioni per i ragazzi della “Guglielmo Marconi” di Roncaglia. Il lato est della scuola è stato dichiarato, nella serata di giovedì, inagibile a causa delle precarie condizioni del vecchio tetto dopo il
terremoto. Nessun problema strutturale, ma il forte timore che eventuali nuove scosse e la pioggia possano far cadere pezzi di controsoffitto o addirittura qualche finestra. Tutti i ragazzi si presenteranno regolarmente davanti alla scuola alle otto di mattina. Otto classi entreranno a fare lezione nell’ala ovest dell’edificio, sfruttando anche palestra, sala insegnanti e aula multimediale. Le altre sei classi, accompagnate da maestre e volontari della protezione civile, si recheranno tre nei locali della parrocchia e tre in quelli delle scuole medie.

Ore 16.00. Chiusa anche la palestra della scuola Stefanini di Voltabarozzo. Continua la conta dei danni del terremoto del 29 maggio. Anche la palestra della scuola Stefanini di Voltabarozzo è stata chiusa in via precauzionale. I tecnici del Comune di Padova avevano effettuato una verifica ma inizialmente non erano stati riscontrati danni tali da richiederne la chiusura. A seguito di un'ulteriore segnalazione si è deciso di chiudere l'impianto che durante la settimana viene usato anche da numerose associazioni. A preoccupare in particolar modo il controsoffitto perlinato.

Ore 11.30. Prefettura di Treviso transennata per pericolo crolli.  Sarà sottoposta a esami tecnici approfonditi, nei prossimi giorni, la Prefettura di Treviso, in Piazza dei Signori, da ieri transennata dopo che i vigili del fuoco avevano paventato la possibilità di cedimenti legati alle scosse di terremoto. La transennatura è estesa a tutta la linea anteriore della piazza per una fascia di sicurezza di cinque metri. Nei prossimi giorni saranno previsti ulteriori sopralluoghi anche dei tecnici comunali per fare il punto della situazione. La sede della Prefettura, di proprietà del Comune di Treviso, che tra qualche mese diventerà sua sede secondo il risiko immobiliare che ha coinvolto l’intera città, ha necessità di un restauro profondo.

Ore 11.00. Turismo: albergatori di Jesolo ringraziano Zaia. La rapidità con cui le istituzioni, ed in particolare la Regione Veneto, si sono attivate per dare un segnale forte, chiaro ed inequivocabile circa la sicurezza delle spiagge, «è stato innanzitutto un segno importante di coesione e di attenzione anche verso Jesolo, segnata anch’essa da questo momento di grande crisi». Così Massimiliano Schiavon, presidente degli albergatori di Jesolo, commenta l’intervento dei governatori di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna per rassicurare i turisti stranieri sull’inesistenza di problemi per le località dell’alto Adriatico. «Vorrei porgere il mio personale ringraziamento al presidente Luca Zaia e al suo ufficio di comunicazione che ha voluto rispondere con questa rapidità ad un momento di grande incertezza - dice Schiavon - per fare un esempio, ancora oggi registriamo telefonate di persone che ci chiedono come sia la situazione degli alberghi e della località. Addirittura ci hanno riferito che alcuni turisti tedeschi raccontavano di messaggi lanciati da istituzioni tedesche attraverso cui si spiegava che non avrebbero dovuto pagare alcuna penale per le disdette turistiche causate dalla paura del terremoto».

Ore 10.30. Chiesa inagibile, coppia di Rovigo si sposa all'aperto. Badia Polesine come le spiagge assolate della California: a causa del terremoto per la prima volta una coppia polesana oggi dirà il sì religioso non tra le mura di una chiesa ma sotto un gazebo allestito nel giardino del ristorante scelto per il pranzo nuziale. E' inagibile infatti òa chiesa scelta da Alice Lisandri e Simone Ravagnani, due giovani di Salara. I due convivono dal 2009 e dalla loro unione nel 2011 è nato un bimbo. Oggi la coppia aveva fissato la data per i fiori d’arancio. Peccato che la chiesa scelta per l’evento, a Bagnolo, sia stata dichiarata inagibile a causa del
terremoto. Per di più i parenti dei futuri sposi avevano manifestato qualche perplessità ad una cerimonia al chiuso di una chiesa, vista la pericolosità statica di molti edifici sacri del rodigino. I due giovani non si sono persi d’animo e hanno convinto il vescovo a concedere la possibilità di celebrare il loro matrimonio religioso, e il contestuale battesimo del figlio, nel giardino del ristorante Park Hotel Le Magnolie di Badia Polesine. «All’aperto - racconta Simone - siamo tutti più sicuri. Emozionato? Un po' ma anche più tranquillo per i miei 120 invitati». Soddisfatto della scelta, manco a dirlo, il titolare del ristorante, il signor Giancarlo. «Abbiamo un gazebo all’aperto - racconta - che fa proprio al caso di Alice e Simone, quindi per noi è una grande gioia ospitarli»

Ore 08.30. Una forte scossa nella notte in Emilia. Continua a tremare la terra in Emilia Romagna:sono state 17 le scosse di terremoto registrate dall’Ingv nella notte. La più forte, di magnitudo 3.5, è avvenuta alle 01.07, ed è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova. Sono in corso le verifiche da parte della Sala situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

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