Sicurezza sociale nel mondo in un periodo di crisi

Padova ospiterà dal 14 al 16 giugno una tre giorni internazionale dedicata alle sfide che l’Europa deve affrontare nell’ambito della sicurezza sociale in un periodo di particolare instabilità...

Padova ospiterà dal 14 al 16 giugno una tre giorni internazionale dedicata alle sfide che l’Europa deve affrontare nell’ambito della sicurezza sociale in un periodo di particolare instabilità economica e finanziaria. “Eumass 2012-social security challenges in Europe” è il titolo del convegno organizzato da Inail e Inps, che mira a individuare le possibile strategie per garantire la tutela dei diritti fondamentali del cittadino e del lavoratore.

Eumass richiamerà 500 medici europei e americani che spazieranno dall’economia sanitaria e previdenziale alla sostenibilità dei sistemi di walfare in rapporto all’invecchiamento della popolazione. Specialisti in settori diversi (epidemiologia, statistica, informatica, medicina legale e del lavoro) analizzeranno anche il tema della tutela della salute negli ambienti di lavoro e la qualità della valutazione medico-legale in ambito previdenziale e assistenziale.

Il convegno, che ha cadenza biennale e che per la prima volta si tiene in Italia, secondo gli organizzatori di “Sistema congressi” di Padova avrà un impatto economico sul territorio valutato complessivamente in non meno di 500 mila euro tra costi di soggiorno, di congresso e di spese personali, accompagnatori dei convegnisti inclusi.

Questo appuntamento, tuttavia, rappresenta anche un esempio di convegno “diffuso” in centro storico a causa dell’assenza di un centro congressi a Padova. Sarà, infatti, un evento che si svilupperà in una molteplicità di sedi: aula magna del Bo, centro San Gaetano, cortile di Palazzo Moroni, Agorà e auditorium San Gaetano, aula Nievo dell’Università, Archivio antico del Bo, sala Anziani di Palazzo Moroni, sala Paladin, sempre in municipio e Palazzo della Ragione per la cena di gala.

«Impossibile a Padova collocare i 500 congressisti con sei sessioni parallele in un unico edificio del centro», afferma Marisa Sartori, a.d. di Sistema congressi, storica impresa di organizzazione congressuale padovana. «Abbiamo optato per una suddivisione dei partecipanti nei vari edifici gioiello del cuore della città», conclude, «piuttosto che spostarli lontano dal patrimonio artistico e commerciale di Padova. Ma la formula del “congresso diffuso” implica comunque uno sforzo organizzativo moltiplicato. Del resto cosa dovevamo fare? Rinunciare a un evento scientifico del genere per mancanza di un centro unico attrezzato? È tutta la città che può trarre beneficio da eventi di questa portata, soprattutto in un periodo difficile come l’attuale, per l’impatto culturale ed economico che comporta ».

(m.per.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova