Blackout in ospedale: fermi 40 ascensori, condizionatori ko

PADOVA. L'Enel ha lanciato l'Sos, avvisando la direzione sanitaria che il colosso ospedaliero stava consumando troppa corrente a fronte di un abuso generalizzato di watt in tutta la città. Giampietro Rupolo, direttore sanitario di via Giustiniani, ha gestito in prima persona un problema che torna alla ribalta ad ogni ondata di calore, ma che ieri ha creato più di qualche pensiero. «Dopo il primo sovraccarico di mercoledì, ieri alle 12 abbiamo raggiunto un picco di consumo tale da provocare un black out temporaneo, in particolare nell'area del Monoblocco. L'Enel ci ha comunicato che le cabine elettriche faticavano a trasportare corrente e così, ripristinata l'energia grazie all'intervento del servizio di emergenza interno, abbiamo dovuto adottare una serie di contromisure che abbandoneremo al termine dell'ondata di calore di questi giorni», spiega Giampietro Rupolo.
Ascensori bloccati. Il black out ha provocato disagi all'utenza: a chi è rimasto per lunghissimi minuti chiuso dentro l'ascensore, a chi s'è spenta l'aria condizionata e mai più si è riaccesa. «Per prima cosa siamo intervenuti per risolvere il problema degli ascensori», continua Rupolo, «ma risolta l'emergenza abbiamo dovuto adottare serie contrmisure». Gli impianti frigoriferi in ospedale hanno tre funzioni: refrigerare i reparti, tenere a temperatura costante sangue e medicinali, rinfrescare gli uffici. A questo si somma il consumo dei macchinari e delle sale operatorie: «L'impianto elettrico dell'ospedale è stato costruito decine di anni fa per sopportare un consumo di 4 mila 300 Kwatt, non certo gli ottomila. Stiamo procedendo alla sostituzione delle cabine, ma in questi casi l'ospedale dimostra tutta la sua vetustà».
Aria condizionata spenta. Per salvaguardare degenti e sale operatorie Rupolo non ha esitato ad adottare contromisure: «In contatto con l'Enel, prima abbiamo spento i condizionatori degli uffici, poi, visto che non era sufficiente, siamo passati agli ambulatori a bassa intensità di cura. Capiamo il disagio per l'utenza e per il personale, ma non possiamo rischiare che un altro black out metta a rischio le aree assistenziali più critiche. Lo stato di emergenza perdurerà anche per la mattinata di oggi».
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