Rossi: «I ribassi slittino a febbraio e agosto»

Il presidente dell’associazione di categoria ammonisce: «Gli sconti continui erodono i guadagni»
Una immagine di archvio di un negozio in saldi. Scattano venerdì 2 luglio i saldi estivi: le prime città a partire saranno Napoli e Potenza, seguite il giorno successivo da Roma, Milano, Torino, L'Aquila e via via dalle altre città fino a Venezia dove gli amanti dello shopping dovranno attendere il 17 luglio per i loro acquistO. ANSA/PASQUALE STANZIONE /COC
Una immagine di archvio di un negozio in saldi. Scattano venerdì 2 luglio i saldi estivi: le prime città a partire saranno Napoli e Potenza, seguite il giorno successivo da Roma, Milano, Torino, L'Aquila e via via dalle altre città fino a Venezia dove gli amanti dello shopping dovranno attendere il 17 luglio per i loro acquistO. ANSA/PASQUALE STANZIONE /COC

Indipendentemente dalla cifra destinata, i saldi estivi sono e restano un metodo consolidato di acquisto, così come i tentativi dei furbetti che, ancor più sulla scia della crisi di liquidità e consumi, hanno preferito anticipare i ribassi con campagne pubblicitarie ingannevoli. Anche se, garantisce Nicola Rossi, presidente di Confcommercio Padova, la maggior parte dei commercianti rispetta le regole. «Noi ribadiamo la nostra idea» sostiene Rossi «ovvero che i saldi vanno fatti a febbraio e agosto, quindi veramente a fine stagione. Così come sono ora è un continuo rincorrersi con il consumatore che cerca il low cost 365 giorni all’anno mentre il commerciante deve coniugare la sua redditività con le nuove regole di mercato. Tutto questo fa in modo che cresca il numero dei grossisti costretti alla chiusura, che aumenti l’omogeneità all’interno dei negozi e cresca la difficoltà di differenziazione nei piccoli esercizi».

Da registrare, inoltre, che rispetto al 2011 i consumatori staranno più attenti al prezzo, anche se le categorie attendono buone performance per i negozi che prediligono il “made in Italy”.

Resta il fatto che il 40% delle persone intervistate dalla Confcommercio sostiene di aspettare sabato per acquistare un capo che ha già individuato nei giorni scorsi: «Ormai» conclude Rossi «è un dato di fatto che più della metà della merce viene venduta dai negozianti durante i saldi, le promozioni o le vendite straordinarie. Questo fenomeno ha quindi ridotto al lumicino la redditività degli esercizi in quanto durante le vendite straordinarie i ricarichi sono sostanzialmente azzerati. Questo comporta l’incapacità di reinvestire nel proprio esercizio con conseguenze particolarmente gravi per il futuro degli esercizi stessi».

(s.z.)

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