Moschea in palestra per il Ramadan dopo lo scisma in Rahma

Il Comune per 340 euro concede la “Giotto” di via Sarpi dal 17 luglio al 20 agosto. Daniela Ruffini (Rc): «Non potevano pregare in strada». Critiche dall’opposizione
PD 18 OTTOBRE 2006 GM..Preghiera nella moschea in via anelli..(CARRAI) - Preghiera nella moschea in via anelli..(CARRAI) - La preghiera nella nuova moschea di via Anelli alla veglia del 27º giorno del Ramadan (foto G.M.)
PD 18 OTTOBRE 2006 GM..Preghiera nella moschea in via anelli..(CARRAI) - Preghiera nella moschea in via anelli..(CARRAI) - La preghiera nella nuova moschea di via Anelli alla veglia del 27º giorno del Ramadan (foto G.M.)

I fedeli musulmani hanno un posto per pregare durante il Ramadan. Il Comune ha deciso di concedere la palestra Giotto di via Fra Paolo Sarpi per il periodo che va dal 17 luglio al 20 agosto. Costo per la comunità musulmana: 10 euro al giorno per un totale di 340 euro per l'intero periodo. Si risolve così una delle questioni più delicate nate dallo “scisma” interno all'associazione musulmana Rahma e che ha portato alla chiusura della moschea di via Anelli.

Fino a qualche mese fa, infatti, il centro di aggregazione per i fedeli islamici era ancora l'ex supermercato in zona Stanga. Nei mesi scorsi una parte degli associati aveva manifestato un dissenso crescente verso i vertici dell'associazione costituendo il Comitato Provvisorio Moschea Rahma. I dissidi tra l'associazione e il comitato provvisorio avevano portato alla chiusura della moschea di via Anelli. Molti fedeli avevano quindi sperato nell'apertura dello stabile di via dell'Ippodromo, comprato da Rahma proprio per essere trasformato in un luogo di culto e al centro delle discussioni tra vertici e dissidenti. Ma, nonostante i numerosi sit-in di protesta, i cancelli dell'area sono rimasti inesorabilmente chiusi. A distanza di un mese il dialogo tra le due parti è ancora fermo al punto di partenza e il Comitato Provvisorio si è attivato per dare un luogo di preghiera ai tanti fedeli che si stanno preparando al Ramadan, che richiama alla preghiera centinaia di persone anche a Padova.

La decisione è stata presa in settimana e prevede una convenzione con il Settore Sport, che mette a disposizione la palestra, e il Comitato Provvisorio a fronte del pagamento di una quota giornaliera per l'uso degli spazi. Grande sollievo tra i fedeli, che si stima possano arrivare a 600 nei fine settimana di Ramadan, ma anche la consapevolezza che l'accomodamento è tutt'altro che definitivo: «Speriamo che si arrivi presto ad una soluzione a lungo termine con Rahma» spiega Youssef Hannou, membro della Consulta Stranieri del Comune, «non siamo ancora riusciti a parlare con il presidente Malek». «Non potevano fare finta di nulla e lasciare che dei cittadini padovani pregassero in mezzo alla strada» commenta la presidente del consiglio comunale Daniela Ruffini, «comunque il problema è a monte, un posto per pregare ce l'avrebbero».

Non si possono dire altrettanto soddisfatti i consiglieri di opposizione. «È necessario che le regole che valgono per i cittadini padovani valgano per tutti» commenta Antonio Foresta, «come nel caso dell'uso delle sale pubbliche. Non sono contro chi prega ma il Comune non può farsi carico di questi problemi». Caustici anche Littamè, Venuleo e Grigoletto.

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