Europeade, il diario della festa Kermesse finale in Prato e un arrivederci

Una maratona di balli e canti tradizionali per salutare Padova, la città che li ha ospitati per cinque giorni «a tutto folk». Complice un meteo capriccioso, che ha scoraggiato molti pendolari del mare domenicale, i padovani si sono lasciati coinvolgere dallo spettacolo dell'Europeade. In Prato della Valle erano in migliaia ieri o ad assistere alla manifestazione conclusiva del festival del folklore.
E i 4500 artisti non si sono di certo lasciati pregare: stoicamente hanno ballato e cantato per ore senza fermarsi mai. Stanchi, sudati dentro abiti pesantissimi, ma contenti di aver condiviso con Padova la loro cultura popolare, se ne sono andati di buon ora questa mattina. Si sono salutati dandosi appuntamento per il prossimo anno, per il cinquantenario dell'Europeade, che andrà in scena a Gotha, nel cuore della Germania.
L'ADDIO IN PRATO. L'esercito del folk si è dato appuntamento alle 17.30 in Prato della Valle per la manifestazione conclusiva. I 163 gruppi si sono esibiti ininterrottamente fino a sera sotto lo sguardo divertito di migliaia di spettatori: tanti turisti stranieri, ma altrettanti padovani che non hanno mancato di farsi immortalare al fianco degli artisti conciati nel modo più curioso o spettacolare. Ogni gruppo si è esibito all'interno dell'arena delimitata dalle gradinate che per cinque giorni sono rimaste fisse nel lobo di Santa Giustina. Terminato il ballo, gli artisti hanno invaso pacificamente il Prato per riposarsi dopo la fatica dell'Europeade. Sono rimasti in pista fino a tarda sera, poi sono rientrati in albergo per fare le valigie.
FOLK E POLEMICHE. Il sindaco Flavio Zanonato e l'intero suo Ufficio di Gabinetto non hanno perso un ballo, un'esibizione in Prato della Valle. Il primo cittadino non ha mai nascosto poi l'orgoglio per aver ospitato una manifestazione itinerante tanto blasonata. Eppure in questi giorni sono piovute critiche nei suoi confronti: «Spesi troppi soldi in tempi di crisi, gran caos». Dicevano poi «che la città avrebbe fatto volentieri a meno degli artisti folk», che questa annunciata boccata d'ossigeno per l'economia locale si sia risolta al massimo in un timido respiro. Zanonato non ha prestato il fianco alle accuse ed ha utilizzato una frase dei «Cattivi pensieri» di Paul Valèry per rispondere ai detrattori: «Guardando bene», ha scritto su Twitter, «ci si rende conto che nel disprezzo v'è un po' di segreta invidia».
PADOVA AL CENTRO D'EUROPA. Rimessi gli abiti in valigia, Padova da oggi tornerà alla normalità. Però un pezzo di città del Santo continuerà a far parte dell'Europeade. Cristina Toso, consigliere comunale e vicepresidente della Commissione cultura, anima della versione padovana del festival del folk, entrerà a far parte del comitato organizzatore che a livello europeo da mezzo secolo si occupa di allestire la manifestazione.
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