Campo San Martino, Alessandra liceale reginetta dei blog

CAMPO SAN MARTINO. Nell'era di internet capita che nasca una nuova rivista on line dedicata all'editoria e che in appena tre mesi superi i 60mila contatti. Nell'epoca delle infinite possibilità succede anche che il centro nevralgico di questa rivista, cioè dove viene pensata, creata e realizzata, sia Campo San Martino, paese di 5mila abitanti nel nord della provincia di Padova dove la linea Adsl non arriva e dove la biblioteca fa rete con quelle degli altri comuni dell'Alta per poter ampliare il suo catalogo. Ma anche nel secolo della cultura digitale per eccellenza è raro che la mente di una nuova rivista non abbia né una laurea né un diploma per il semplice motivo che ha solo 18 anni.
Alessandra Zengo è una vera e propria nativa digitale e, nonostante la laurea in lettere sia ancora un sogno nel cassetto, ha già sfogliato migliaia di pagine, digitali e non. Da pochi giorni è on line la sua ultima creatura, numero uno di Speechless, una rivista trimestrale dedicata al mondo della lettura e dell'editoria. Punto forte della pubblicazione è la grafica, affidata alle mani e al mouse di Petra Zari. Ma una rivista che parla di parole punta prima di tutto sui contenuti. La redazione di Speechless conta circa 30 persone ed è composta da lettori, scrittori ed editor. Gli argomenti spaziano dalla letteratura classica alle nuove tendenze, e non mancano rubriche, interviste e, ovviamente, recensioni di libri. «Nella sezione editoria trovano spazio pezzi dedicati agli addetti ai lavori» spiega la giovanissima ideatrice della rivista, «come la rubrica di Sergio Bevilacqua, un piccolo editore che parla della sua esperienza, o articoli sulla traduzione. Ma ci sono anche le classiche sezioni sulla letteratura e sulla narrativa generale». Le 170 pagine del magazine rivelano un lungo lavoro di scrittura, editing e impaginazione. «Abbiamo scelto di dare alla rivista una forma trimestrale proprio per poterla curare con attenzione» continua Alessandra, «solo per l'impaginazione impieghiamo più di tre settimane».
Per una rivista digitale non c'è brossura, ma il collante della pubblicazione è proprio lei, la giovanissima Alessandra, che dal basso della sua età coordina il lavoro di persone che hanno anche il doppio dei suoi anni. «Vengo dall'esperienza di un blog collettivo» spiega, «nato circa tre anni fa. Inizialmente era il mio blog personale, poi si è allargato ai contributi di lettori e appassionati e sono entrata in contatto con diverse case editrici che mi spediscono i libri da recensire. Dallo scorso novembre abbiamo deciso di lanciarci in questa nuova avventura e abbiamo iniziato a studiare la struttura della rivista e i suoi contenuti». Dal 6 luglio, data della pubblicazione del numero uno, il contatore di visite ha registrato 50 mila visualizzazioni: numeri che fanno ben sperare per il futuro. «Non siamo appoggiati da nessun editore e al momento la rivista è gratuita. Certo, se non ci fosse stato il digitale tutto questo non sarebbe stato possibile: uno dei motivi per cui, secondo me, le riviste di settore fanno fatica a vendere è il loro costo ma . anche la loro accessibilità dato che spesso non si trovano nelle edicole. Così è a portata di clic». La formula della rivista piace, e non solo ai lettori. Dai prossimi numeri dovrebbe iniziare una collaborazione con Feltrinelli nata sulle pagine del blog, letto assiduamente negli uffici della casa editrice milanese.
«Quando hanno saputo quanti anni avevo sono rimasti un po' sorpresi» racconta divertita la blogger, «ma è anche questo il bello del web: fai vedere chi sei grazie ai contenuti, senza preconcetti». E per il futuro? «Vorrei che questa passione coltivata nei pomeriggi dopo la scuola diventasse un lavoro. Prima, però, vorrei fare l'università anche se sono ancora indecisa sulla facoltà, forse lettere...».
Un futuro sulle “sudate carte”? Non proprio. «La soluzione è l'e-book» annuncia, «soprattutto per quanto riguarda i testi scolastici. Mentre il piacere della carta per la narrativa è innegabile, per la scuola e l'università i libri devono essere costantemente aggiornati». Tablet all'università e libro di carta nel tempo libero, il futuro dei nativi digitali è ancora tutto da scrivere.
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