La rivolta delle Province: «Faremo saltare il patto di stabilità»

PADOVA. Per la prima volta le Province del Nord si sono riunite oggi a Verona per elaborare una strategia di protesta e avviare una discussione sulle nuove disposizioni del governo che riguardano l’accorpamento delle Province. Una riunione fiume, con oltre una ventina di presidenti delle Province di Veneto, Lombardia e Piemonte, alla presenza dei coordinatori Massimo Nobili per Piemonte, Massimo Sertori per Lombardia, Leonardo Muraro per Veneto. L’assemblea sta elaborando un documento che sarà votato e portato all’Upi nazionale, l’Unione delle Province italiane, e presentato all’attenzione di governo e Parlamento.
Le province tuonano contro la spending review e denunciano i tagli lineari che «penalizzano gli enti virtuosi e premiano quelli che non hanno mai pensato a risparmiare». «Si toccano le province elette democraticamente - si legge nel documento - e non la miriade di enti intermedi che rapprsentano le stanze segrete della politica». E la protesta monta con la proposta di rivedere i criteri del patto di stabilità e, addirittura, la proposta di sfrattare le amministrazioni statali - questure, prefetture, sedi di carabinieri ecc. - che non pagano l’affitto alle Province. Si chiede inoltre di modificare le norme per l’elezione di presidenti e consiglieri delle Province, passando all’elezione diretta. Critiche anche all’istituzione delle città metropolitane pensate solo per «sopprimere le Province».
«Siamo arrabbiati - ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso, il leghista Leonardo Muraro - non siamo qui per difendere la poltrona, ma per ribadire il concetto di territorio. Vogliamo essere propositivi, mettere attorno a un tavolo i colleghi di Comuni e Regioni e ristabilire competenze, garantire servizi alla cittadinanza. Siamo pronti a continuare sulla strada dei ricorsi giudiziari come abbiamo fatto per la Tesoreria Unica. Questo decreto del governo creerà solo confusione amministrativa e quintuplicherà i costi». Muraro ha ricordato che le Province subiranno un taglio di 500 milioni di euro nel 2012: «Noi Province del Nord - ha detto - rappresentiamo il 32% della popolazione, il 38,2% del Pil nazionale, il 51% delle esportazioni».
Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova, non ha usato mezzi termini: «La proposta è quella di far saltare il patto di stabilità - ha detto - non possiamo far attendere i cittadini e aspettare che le aziende chiudano. Dobbiamo prendere decisioni, dire basta è ora di finirla». Mentre sullo sfratto alle amministrazioni statali sono tutti d’accordo, sulla questione del patto di stabilità ci sarebbero dei distinguo, come ha rilevato il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà che non è d’accordo sul fatto di farlo saltare: «Sul documento si parla di revisione», ha puntualizzato.
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