L’addio a Betty e al suo indimenticabile sorriso

In centinaia a Chioggia per le esequie della giovane mamma, vittima a 32 anni di un incidente sulla Strada dei Vivai

CHIOGGIA. «Grazie per essere stata con noi. Ti ricorderemo sempre». L'ultima frase del saluto che Andrea Boscolo Celeghella ha voluto riservare alla sorella Elisabetta, è stata spezzata dai suoi singhiozzi e seguita dagli applausi delle centinaia di persone che affollavano la chiesa di San Giacomo. È stato il momento più triste di una cerimonia di addio alla giovane mamma, morta a 32 anni in un incidente stradale giovedì sulla strada dei Vivai.

I genitori, Luciano e Flora, e i parenti avevano chiesto al parroco don Vincenzo che, per quanto possibile, i canti e le letture del funerale non fossero improntati alla tristezza, ma alla speranza della fede, alla gioia di vivere, all’attaccamento alla vita che Elisabetta aveva avuto. E proprio il carattere aperto, la spontaneità, la cordialità della giovane sono stati ricordati, in apertura di cerimonia, dal salesiano padre Rocco, amico di famiglia che, quattro anni fa, aveva celebrato, proprio a San Giacomo, il suo matrimonio con Antonio Borgato. «Betty ti chiamavano», ha ricordato. «Era il soprannome che sottolineava la tua simpatia, il tuo modo di sorridere, di stare con gli altri».

Padre Rocco ha presieduto una celebrazione alla quale hanno voluto partecipare molti sacerdoti vicini alla famiglia, compreso don Lino della parrocchia Madonna di Lourdes, dove abitano i genitori di Elisabetta, ma anche i parroci di Saonara, residenza di Elisabetta e Antonio, e di Villatora, paese natale di Antonio, e il cappellano dell'ospedale Sant'Antonio di Padova, don Massenzio Lazzari, dove Elisabetta lavorava come infermiera. Tra i banchi anche il sindaco di Saonara, Walter Stefan, con la fascia tricolore a testimoniare la solidarietà dell'intero paese.

Una riflessione sui pericoli della strada è stata fatta da don Vincenzo, che ha invitato i presenti a pregare per le vittime degli incidenti, ma anche a tenere comportamenti responsabili alla guida. La morte di Elisabetta, infatti, è stata causata dal folle sorpasso di Lorenzo Stivanello, il sessantenne di Padova a sua volta perito nell'incidente, quasi a dimostrare che difficilmente gli ordinari controlli che si possono mettere in campo, risultano efficaci di fronte a comportamenti così pesantemente “fuori regola”.

La cerimonia funebre si è avviata a conclusione con la lettura di brevi ricordi di Elisabetta da parte di parenti e amici. Una cugina le ha “chiesto” di vigilare dall'alto sul marito Antonio e sulla figlioletta che stava per festeggiare il compleanno e l'arrivo di un fratellino, scomparso insieme alla mamma nell'incidente; un collega di lavoro ha detto che, nei cuori e nelle menti di chi l'ha conosciuta, Elisabetta c'è ancora e che tutti loro le possono parlare proprio attraverso il ricordo che hanno di lei. Infine il fratello Andrea, la cui voce, forte e decisa all'inizio, si è rotta dopo poche parole.

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