Già morta, partorisce Il sindaco di Loreggia «Aiuti alla famiglia»

Alla vigilia della tragedia, Bui aveva ingaggiato il marito per tinteggiare le scuole: «Ora penseremo ai due figlioletti»
Di Giusy Andreoli

LOREGGIA. Il sindaco Fabio Bui si fa promotore di una cordata di aiuti per la famiglia di Rokhaya Seck, la mamma incinta all’ottavo mese morta domenica per una grave emorragia cui il figlioletto è sopravvissuto. Per salvare almeno il piccolo, i chirurghi di Camposampiero hanno operato la donna post-mortem. Il neonato è ancora in condizioni critiche, nel reparto di Neonatologia. «Il pensiero più grosso che ho in questo momento è come aiutare il papà con i due bambini. Nella ristrettezza delle risorse, cerchiamo di aiutare tutti i concittadini, soprattutto quelli italiani. In questo caso abbiamo di fronte una situazione particolare; appena le condizioni lo consentiranno, valuteremo con la famiglia e i Servizi sociali di attivare le procedure per un sostegno soprattutto al neonato in condizioni critiche. Non si sa come evolverà il suo quadro clinico, quali conseguenze potrà riportare e come farà questo pover’uomo quando il piccolo sarà dimesso».

Il marito di Rokhaya, Thiaw Becaye, è uno dei tre disoccupati che mercoledì scorso il Comune ha chiamato a tinteggiare la scuola media. Una possibilità data dalla Regione, che prevede il rimborso di metà delle spese alle amministrazioni che utilizzano persone a carico dei Servizi sociali per lavori di pubblica utilità. «Saputo della disgrazia», aggiunge Bui, «sono rientrato subito da Torino. Anche perché la signora la conoscevo benissimo: era una delle persone con le quali il Comune collabora per le questioni legate alla comunità senegalese. L’avevo vista proprio sabato mattina, mi aveva presentato un caso degno di attenzione. Non avrei mai pensato che ora è la sua famiglia a richiederla. Becaye era stato il primo ad essere chiamato per la sua situazione familiare: disoccupato con un bimbo, la moglie incinta e in cassa integrazione. Oltretutto la moglie, operaia alla Filippi di Arsego, perde tutta la cassa speciale. So però che la Caritas e altri enti si stanno attivando. La presenza mia e di don Leone alla cerimonia funebre di domani sta a significare che si dovrà lavorare tutti assieme per trovare una soluzione per questa sfortunata famiglia». Il funerale, con rito islamico, sarà celebrato nella palestra di via dello Sport in forma privata fino alle 17. Poi verranno accolti anche i colleghi di Rokhaya, che hanno raccolto fondi per permettere il trasporto del feretro in Somalia per la sepoltura, e tutti gli amici.

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