Ostello clandestino tra risse e sangue

STANGA. «Hanno organizzato un vero e proprio ostello: non si sa quante persone entrano ed escono dall’appartamento. Siamo stanchi e chiediamo più attenzione da parte del Comune». Il grido di rabbia...

STANGA. «Hanno organizzato un vero e proprio ostello: non si sa quante persone entrano ed escono dall’appartamento. Siamo stanchi e chiediamo più attenzione da parte del Comune». Il grido di rabbia arriva da alcuni condomini in via Colonnello de Cristoforis, prosecuzione di via Anelli alla Stanga. A parlare è Dario Roberto, che fa parte del comitato Stanga 6 di Paolo Manfrin. Dopo l’ennesima rissa scoppiata lunedì pomeriggio nell’alloggio al piano terra occupato da una famiglia nigeriana, i residenti si dicono esausti. «Ieri ci è toccato vedere il sangue che scorreva lungo la scala», racconta Dario, «La versione finale è che l’uomo ha spaccato un vetro causandosi ferite e fratture, ma la verità è che ogni settimana devono arrivare i carabinieri o la polizia a placare risse furibonde. Quello che più di ogni cosa vogliamo far presente all’Amministrazione è che nell’appartamento ci sono 2 bambini, di 5 anni e 6 mesi. Lunedì è stato il più grande a venirmi a chiamare, terrorizzato». La famiglia africana non è l’unica famiglia di migranti nel complesso di case. Ma è l’unica che crea problemi di convivenza. «Siamo disponibili a farci promotori di mediazione», aggiunge Dario, «come abbiamo già fatto con altre persone perfettamente integrate. Tuttavia non possiamo più accettare questa torre di babele: ci domandiamo in quanti hanno le chiavi di casa perché non riusciamo a contare tutte le persone che, per più o meno tempo, soggiornano nell’appartamento. La casa è di proprietà di una società e l’intestataria del contratto è una donna, ma poi si telefonano fra loro per entrare: chi per una notte chi per più tempo e si perde il controllo di quante persone alloggino in casa. Questo non è accettabile. Insieme ai continui atti di violenza, soprattutto di fronte a due minori». (e.sci.)

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