Cortina, fisco-allucinazioni «Multano anche i bambini»

Nel tam tam fra i villeggianti gli aneddoti improbabili sui controlli della Finanza Il comandante Mora: «Fandonie, nel mirino soprattutto gli affitti degli alloggi»

CORTINA. Malghe chiuse per protesta contro il fisco, bimbi multati perché non fanno lo scontrino durante il mercatino, turisti veneziani che hanno rinunciato alla vacanza in montagna per "ansia da controlli". Se l'Italia è in stato di guerra contro l'evasione fiscale, come detto nei giorni scorsi dal premier Mario Monti, Cortina è ormai diventata il campo di battaglia per eccellenza. E ne mostra anche tutti gli effetti: ansie e vere e proprie psicosi. Durante le passeggiate in montagna, nei ristoranti e lungo Corso Italia non si è parlato d'altro che dei controlli della Guardia di Finanza che, giusto per far capire che non si scherza, alle 9 di giovedì mattina aveva già una pattuglia appostata all’ingresso di Cortina. Un lavoro capillare, quello delle Fiamme Gialle, accompagnato però da aneddoti che, passando di bocca in bocca tra i turisti, si trasformano in verità ormai assodate.

Così si scopre di un blitz messo a segno a Fiames da finanzieri in borghese che, la mattina di un caldo giorno d’agosto, avrebbero sanzionato un gruppo di ragazzini, colpevoli di aver allestito un mercatino per raccogliere qualche soldo, senza però rilasciare lo scontrino fiscale. Ai genitori di ogni singolo bambino, raccontavano i turisti in Corso Italia, era stata data una multa di 1.030 euro.

Ci si sposta di pochi chilometri, a Pierosà, e si racconta di un nuovo colpo della Finanza, sempre con protagonisti-vittime i bambini. Qui un agente del fisco, sempre in borghese, avrebbe avvicinato un bimbo di quattro anni impegnato a giocare sul prato, chiedendogli di indicare la baby sitter. Questa sarebbe poi risultata una sudamericana senza permesso di soggiorno: tremila euro di sanzione a lei e alla madre del bambino. Sulla strada della ferrovia a Pezziè, giurano in molri, è avvenuto un episodio analogo: qui però i protagonisti diventano un anziano e la sua badante.

Il colonnello Francesco Mora, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Belluno, liquida il tutto come una sorta di allucinazione collettiva: «Non facciamo certo questo genere di interventi. Abbiamo fatto soprattutto verifiche sulle case in affitto».

Tra i cortinesi c’è però anche chi ha deciso di farla finita e di chiudere l’attività. «Ho fatto anche la guerra ed è passata, ora non riusciamo più ad andare avanti», dice Ada Gaspari, titolare assieme al marito della Baita Solarium Mietres, che annuncia di gettare la spugna e di volersi trasferire in Austria «perché in Italia non si può più lavorare». Il ristorante-bar sopra Col Tondo, a 1.700 metri, è infatti rimasto chiuso per tutta la stagione. Troppe spese? No, afferma, semmai troppe multe. «Tra il 2005 e il 2006 abbiamo fatto alcuni lavori all’interno del ristorante», afferma la donna, «ci è poi arrivata una contestazione da parte del fisco di 12.000 euro di mancati guadagni. Poi sono venuti a fare altri controlli e ci hanno contestato presunte evasioni a volte per 2.000 a volte per 5.000 euro. Ora basta».

Il sentimento della signora Gaspari è comunque diffuso tra chi a Cortina lavora. I conducenti dei pulmini che da Fiames portano a Ra Stua, quest’anno sono estroversi. Basta domandare come sta andando la stagione, e rispondono senza farsi pregare: «Questi controlli ci stanno penalizzando. Quattro miei clienti veneziani quest’anno non si sono fatti vedere perché stressati dai controlli».

Tutto questo mentre si aggirava per Cortina una stravagante 500 bianca, con incollato sulle fiancate il simbolo del film “Ghostbuster”. Erano gli acchiappafantasmi chiamati a dar la caccia ai finanzieri-fantasma.

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