Cameriere pestato Carrai: «Capita»

L’assessore alla Polizia municipale e il degrado all’Arcella: «A quell’ora il presidio non è capillare». Le critiche sul web
Di Valentina Voi

Episodio fisiologico nella quotidianità di una grande città o segno di un degrado inarrestabile legato a doppio filo all'immigrazione? Due visioni agli antipodi per lo stesso fatto di cronaca: il pestaggio di un cameriere alle cinque di mattina di fronte al Bingo di via Reni da parte di due nordafricani in cerca di un po’ di denaro scatena il dibattito. Il fatto si svolge in piena Arcella, una zona teatro di altri fatti di sangue più o meno recenti. Da molti ormai è sentito come un vero e proprio ghetto in cui è confinato chi non può o vuole spostarsi verso altre zone della città. Ma l'Arcella è anche un grande quartiere popolare, una città nella città in cui sono nate e cresciute generazioni di padovani, gli stessi che oggi non riconoscono più il loro rione.

Il pestaggio di Nicola Botticelli, questo il nome del cameriere di 43 anni, riapre il dibattito sulla sicurezza in città. Botticelli attribuisce al sindaco Flavio Zanonato e alla sua giunta la responsabilità del degrado del quartiere a causa delle sue scelte in materia di politiche migratorie. «La ringrazio tanto per questi miei cittadini che lei agevola su tutto quanto» spiega Botticelli con sarcasmo riferendosi agli immigrati, «io vado a lavorare la mattina e mi picchiano per strada. I suoi “amici”, proprio loro, mi hanno picchiato. Ho una famiglia da tenere».

Il commento istituzionale è affidato all’assessore Marco Carrai, che tende una mano al cameriere mettendo a disposizione le registrazioni delle telecamere ma, contemporaneamente, contestualizzando l'accaduto. «L'episodio è grave, esprimo la massima solidarietà, ma poteva capitare in qualsiasi quartiere e in qualsiasi posto al mondo». Carrai ricorda l'ora del fatto, le cinque del mattino: «A quell’ora il presidio della città non può essere così capillare come nelle altre ore del giorno o della sera» e questo è valido in particolar modo per la polizia municipale, in quel momento impegnata a rilevare gli incidenti. «Sono episodi gravi ma fisiologici che avvengono in tutte le città» continua l'assessore, «tra l'altro in quella zona c'è un impianto di videosorveglianza diffuso e vedremo di potenziarlo ancora con questi ulteriori 500 mila euro che mettiamo a disposizione per monitorare e presidiare il territorio».

Puntare sulla sicurezza, però, non significa automaticamente che l'Arcella sia un quartiere pericoloso: «Ha delle criticità che conosciamo e che cerchiamo di risolvere con tutti gli strumenti a disposizione». Insomma, a chi punta il dito contro l'amministrazione Carrai risponde: «L'Arcella è un quartiere vivibile».

L'ultima parola spetta però ai cittadini che lo abitano. Il dibattito approda sul web. Il sondaggio lanciato dal sito www.mattinopadova.it rivela una città percepita come sempre meno sicura. La domanda è secca: l'Arcella è un rione pericoloso? La criminalità, secondo la maggior parte dei lettori, sarebbe ormai diffusa.

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