Province, la proposta: «Facciamo l’area vasta del Veneto centrale»

PADOVA. «Con grande probabilità si chiamerà “Provincia del Veneto Centrale e del Polesine” ed ingloberà il territorio attuale della provincia di Padova, quella di Rovigo, il comune di Chioggia ed i comuni della Riviera del Brenta». Questo il progetto che verrà illustrato da Paolo Giacon, consigliere provinciale del Partito Democratico a Padova che invita la politica padovana a costruire «ponti d’oro» verso quei comuni veneziani che stanno scegliendo di entrare nella nuova provincia. Un’occasione storica per i comuni chiamati a decidere la loro sorte entro fine mese, perché’ da ancelle del sistema Venezia-centrico possono finalmente diventare protagonisti in una aggregazione più vasta e multipolare che sarà tra le prime province d’Italia per numero di imprese, per prodotto interno lordo, per occupazione e per capacità di fare sistema».
«La riforma Monti è’ stata positiva perché ha rimesso in gioco nuove energie e nuovi progetti di crescita e di aggregazione. Ci ha permesso di riformare le competenze delle province come istituzioni, ma anche ci stimola ad immaginare nuovi territori e nuove aggregazioni – spiega il democratico - Le richieste che provengono dalla popolazione (grazie a petizioni popolari), dalle forze politiche e dalle istituzioni dei comuni della Riviera del Brenta e di Chioggia devono essere in tutti i modi supportate ed incoraggiate dalle istituzioni padovane. Fino ad oggi la Provincia di Padova ha mantenuto un atteggiamento troppo timido e prudente. Anche il mio partito sembra non aver compreso la portata storica del matrimonio con Chioggia e con la Riviera del Brenta. La nostra comunità di area vasta ha la possibilità di crescere, di allargarsi, di costruire insieme ai nuovi comuni nuove opportunità di sviluppo. Attenzione però, non sto pensando ad un progetto di una grande Padova, ma a quello di una comunità di area vasta in grado di condividere alcuni valori fondamentali e di costruire insieme progetti nel campo delle infrastrutture, dello sviluppo economico, della pianificazione territoriale ed urbanistica».
«Chiedo alla Provincia di Padova di incontrare con urgenza presso Palazzo Santo Stefano le delegazioni popolari, politiche o istituzionali che in queste ore si stanno muovendo per entrare nel territorio di area vasta del Veneto Centrale e del Polesine e di sostenere con convinzione i progetti che prevedono il passaggio di questi comuni dal veneziano al padovano. Il Consiglio Provinciale di Padova crei immediatamente una task force di consiglieri e di esperti che si rechino presso i Comuni interessati a questo processo per illustrare i vantaggi dell’ingresso nella nuova grande provincia».
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